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Parafrasi COMPLETA canto 7 (VII) del poema Orlando Furioso

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Credo fosse un diavolo Alchino o un diavolo Fanfarello,
che dall’inferno fu evocato sulla terra sotto quelle sembianze;
e poco vestita e scalza montò sopra a quel cavallo,
con il capelli sciolti ed orribilmente sparsi:
ma si levò a buon ragione l’anello dal dito,
così che non potesse annullare i propri incantesimi.
Dopo di che partì con una tale fretta, che la mattina seguente
si trovò sull’isola di Alcina.

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Giunta lì si trasformò in maniera incredibile:
crebbe più di un palmo in altezza,
e l’intero corpo si fece più grosso in proporzione alla nuova altezza;
e si porto giusta giusta in quella misura
che si poteva credere fosse il mago Atlante,
colui che aveva nutrito Ruggiero con così tanta cura.
Vestì la mascella con una lunga barba
e rese rugosa la fronte e tutte le altre parti del corpo.

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In faccia, nel parlare e nelle sembianza
lo seppe tanto imitare, riprodurre, che per ogni suo aspetto
poteva sembrare l’incantatore Atlante.
Quindi si nascose e rimase a studiare a lungo la situazione,
fino a che da Ruggiero vide finalmente
un giorno allontanarsi l’amante Alcina:
e fu una grande fortuna; perché di stare o di andare in giro
senza di lui, anche per una sola ora, era per lei difficile da sopportare.

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Lo trovò solo, così come aveva voluto,
che si godeva il fresco e sereno mattino
lungo un bel fiume che scorreva da un colle
verso un laghetto limpido e piacevole.
Le sue vesti, raffinate ed effeminate,
lasciavano trasparire l’ozio e di lussuria nelle quali si trovava,
vesti che con le sue mani, con seta ed oro, gli
aveva tessuto Alcina con minuzioso lavoro.

54
Uno splendido gioiello adornato con ricche gemme
gli scendeva dal collo fino in mezzo al petto;
ed allo stesso modo per niente virile,
al braccio portava un lucido bracciale.
Un sottile filo d’oro gli forava
entrambe le orecchie, formando un piccolo anello;
da questi due anelli pendevano quindi due grandi perle,
simili alle quali non poterono essere viste mai né dagli Arabi de dagli abitanti dell’India.

55
Portava capelli acconciati in forma d’anello ed inumiditi
con gli unguenti profumati più preziosi:
tutto nei suoi gesti emanava amore, come
se si trovasse a Valenza e fosse abituato a servire donne:
non vi era in lui nulla di sano ad eccezione del nome;
tutto il resto era corrotto e molto più che marcio.
Ruggiero venne ritrovato da Melissa in questo stato, così
tanto cambiato, per incantesimo, rispetto alla sua natura originale.

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La maga si mostra a Ruggiero nella forma del mago Atlante,
avendone assunto le sembianze,
con quella faccia severa e degna di venerazione
che Ruggiero era sempre solito riverire,
con quell’occhio pieno d’ira e minaccioso
che aveva tanto temuto sin da quando era stato ragazzo;
si mostra dicendo: “Questo è quindi il frutto
del mio sudore, della fatica fatta per allevarti, che per così tanto tempo ho atteso?

57
Con midollo sia di orsi che di leoni
ti ho offerto un tempo i primi tuoi alimenti,
all’interno di caverne ed orribili burroni ti ho
abituato a prendere per il collo i serpenti,
a disarmare le pantere e le tigri strappandole gli artigli,
ed ai cinghiali ancora vivi strappare a volte i denti,
tutto questo affinché, dopo tanti duri insegnamenti,
tu diventassi l’Adone o l’Atide, l’amante, di Alcina?

58
Questo è ciò che l’osservazione delle stelle,
le sacre viscere degli animali sacrificati, i magici disegni geometrici,
i responsi degli oracoli, i voli degli uccelli, l’interpretazione dei sogni ed ogni altro
tipo di sortilegio, nei quali ho troppo consumato i miei anni di studio,
mi avevano promesso riguardo alla tua sorte sin dalla tua primissima infanzia,
quando fosse giunta questa età della tua vita:
che con le armi in pugno le tue imprese avrebbero dovuto essere tanto illustri, famose,
e che lo sarebbero state altrettanto anche senza armi?

59
Questo è sicuramente un ottimo inizio
sulla base del quale si può ben sperare che tu possa presto diventare
un condottiero alla pari di Alessandro Magno, di Giulio Cesare, di Scipione!
Chi poteva saperlo, povero me! Chi avrebbe mai potuto credere di te ciò che vedo,
che saresti diventato schiavo di Alcina?
E perché chiunque lo possa vedere chiaramente,
al collo ed alle braccia hai la catena
con la quale lei ti porta in giro completamente sottomesso ai suoi voleri.

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