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Parafrasi COMPLETA canto 7 (VII) del poema Orlando Furioso

40
L’aveva visto molto bene su quel cavallo
che non poteva guidare, non ubbidendo al freno,
allontanarsi per una così grande distanza
lungo un sentiero pericoloso e mai battuto, per la via dell’aria;
e molto bene sapeva anche che si trovava ora preso da giochi, balli,
dal cibo e dal morbido e delicato ozio,
senza avere più memoria del proprio signore,
né della sua donna amata, né del proprio onore.

41
Ed in questo modo, il fiore dei più bei anni della sua vita, il meglio della sua giovinezza,
avrebbe potuto consumare nella lunga inerzia, nella lunga inattività,
un così gentile cavaliere, per dover poi
perdere il proprio corpo e la propria anima, trasformato in pianta, ad un certo punto;
e quel buon nome, che solo rimane di noi
dopo che tutto il resto, più fragile, è ormai defunto,
che toglie l’uomo dal sepolcro e lo mantiene in vita,
gli sarebbe stato o troncato o divelto come erba.

42
Ma Melissa, quella gentile maga, che aveva più
cura di Ruggiero che lui di sé stesso,
decise di condurlo per la via montuosa e dura
che porta alla vera virtù, anche contro la sua volontà:
come un eccellente medico, che cura
servendosi di ferro e fuoco, e spesso anche con il veleno,
all’inizio dell’operazione dà dolore,
ma poi alla fine reca giovamento ed allora viene ringraziato per le cure ricevute.

43
Non era lei indulgente nei suoi confronti, ed era
divenuta talmente cieca a causa dell’eccessivo Amore,
che, come faceva il mago Atlante, solamente
per prolungare la sua vita avrebbe dato il suo cuore.
Atlante desiderava molto di più che a lungo
vivesse anche senza fama e senza onore,
piuttosto che, avendo tutta la fama che si poteva ottenere al mondo,
perdesse anche un solo anno della sua felice vita.

44
L’aveva mandato all’isola di Alcina,
perché in quella corte si dimenticasse delle armi, del suo mestiere;
e come un mago dai grandi poteri,
che sapeva usare ogni tipo di incantesimo,
aveva stretto il cuore di quella regina
nell’amore di lui, con un laccio talmente forte
che non se ne sarebbe mai potuta sciogliere e liberare,
anche se Ruggiero fosse diventato più vecchio di Nestore.

45
Ora, tornando a parlare di lei, Melissa, che aveva previsto
quanto doveva ancora accadere, vi narro che andò
direttamente là dove la girovaga e graziosa
figlia di Amone, Bradamante, venne quindi ad incontrarsi con lei.
Bradamante, vedendo la maga,
trasforma la sofferenza, che aveva fino al quel punto sopportato,
tutta il speranza; e Melissa le rivela la verità:
che il suo Ruggiero è stato condotto da Alcina.

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La giovane rimane quasi morta, le viene quasi un colpo,
quando si sente dire che il suo amante è così lontano da lei;
ed ancora di più ascoltando che il suo amore si trova in pericolo,
se non dovesse arrivare un rimedio efficace e rapido:
ma la benigna maga la conforta,
e subito pone il medicamento la dove serve, dove il dolore è pungente,
e le promette e le giura, in pochi giorni,
di riuscire a fare in modo che Ruggiero possa tornare a guardarla.

47
Disse la maga: “Dal momento che, donna, hai con te l’anello magico,
che si oppone ad ogni possibile incantesimo, rendendolo vano,
io non ho nessun dubbio che se io lo portassi
là, dove Alcina ti sottrae ogni tuo bene,
potrei rendere vano ogni sua intenzione, e con me
poteri riportare indietro l’uomo amato per cui tanto ti affanni.
Partirò questa sera alla prima ora della notte,
e sarò in India al sorgere del sole.”

48
E proseguendo, le raccontò il modo
in aveva pensato di adoperare quell’anello,
per sottrarre al regno effeminato e molle di Alcina
il caro amante, e ricondurlo in Francia.
Bramante si sfilò quindi l’anello dal dito;
avrebbe voluto dare non solo quello,
ma avrebbe dato anche il proprio cuore e la propria vita
se solo avessero potuto essere d’aiuto Ruggiero.

49
Le dà l’anello magico e le si raccomanda;
ma più le affida la protezione del suo Ruggiero,
a quale tramite lei manda mille saluti:
infine prese un sentiero verso la Provenza.
La maga proseguì lungo un’altra direzione;
e per poter mettere in pratica le proprie intenzioni,
alla sera fece apparire un destriero
che aveva un piede rossa ed ogni altra parte del corpo nera, simile ad un demonio.

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