Footer menù

Parafrasi canto 18 (XVIII) del poema Orlando Furioso

190
E gettò quindi il carico, pensando
che il suo caro Medoro dovesse fare altrettanto:
ma quel meschino, che amava il suo signore più di sé stesso,
tenne invece tutto il peso sopra le proprie spalle.
Cloridano di tutta fretta si mise in fuga,
come se avesse avuto l’amico o al fianco od almeno dietro di sé:
se si fosse reso conto di averlo abbandonato a quella sorta,
avrebbe atteso senza alcuna cura non una morte, ma mille.

191
Quei cavalieri, con l’animo risoluto
che i due si debbano arrendere o altrimenti morire,
chi da una parte e chi dall’altra, si sparpagliano, e subito
bloccano ogni possibile via di fuga.
Poco lontano da loro, il loro capitano
si lancia all’inseguimento anche più velocemente degli altri;
poiché vedendoli così agire spinti dalla paura,
è certo che entrambi appartengano all’esercito nemico.

192
C’era a quel tempo lì vicino una antica selva,
fitta di piante ombrose e di giovani arbusti,
che, alla pari di un labirinto, al suo interno si avvolge
su stretti sentieri frequentati solo da bestie.
I due pagani sperano possa essere tanto loro amica
da riuscire a tenerli nascosti tra i suoi rami intricati.
Ma chi trova piacere dal mio raccontare, e vuole saperne di più,
dovrà aspettare ancora prima di poterlo nuovamente ascoltare.

One Response to Parafrasi canto 18 (XVIII) del poema Orlando Furioso

  1. chiara Maggio 25, 2014 at 7:13 pm #

    molto utile questo sito ma sarebbe ancora più utile se venissero presentate le figure retoriche!

contatore accessi web