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Parafrasi canto 29 (XXIX) del poema Orlando Furioso

40
Per puro caso il furioso conte Orlando venne
a capitare sulle rive di questo grande fiume,
dove, come vi ho raccontato, Rodomonte
faceva procedere in fretta i lavori, ma non era ancora finita la costruzione
della torre, né del sepolcro, ed a malapena quella del ponte:
con tutte le proprie armi, ad eccezione del proprio elmo,
il pagano si trovò armato di tutto punto, in quell’ora
in cui Orlando sopraggiunse al fiume e quindi al ponte.
41
Orlando (spinto dal proprio furore)
salta la sbarra che ne vietava l’ingresso e si mette a correre lungo il ponte.
Rodomonte, con espressione preoccupata,
a piedi, così come si trovava dinnanzi alla grande torre,
da lontano gli urla contro e lo minaccia,
senza degnarsi di opporsi a lui con la propria spada:
“Curioso villano, ferma i tuoi piedi,
imprudente, fastidioso ed arrogante!

42
Solo per signori e cavalieri è stato costruito
il ponte, non per te, bestia balorda.”
Orlando, che era distratto da un profondo pensiero,
venne comunque avanti, rimanendo sordo alle parole di Rodomonte.
“Bisogna che io punisca questo matto.”
disse il pagano; ed avanzò con il forte desiderio
di farlo precipitare giù tra le onde del fiume,
non pesando di poter trovare chi gli possa rendere conto.

43
In quel momento una gentile donzella,
per passare sopra al ponte, arriva a quel fiume,
adornata in modo molto elegante e bella in viso,
e dall’aspetto convenientemente poco appariscente.
Era (se vi ricordate, Cardinale Ippolito) colei
che andava da ogni parte cercando
tracce di Brandimarte, da lei amato,
tranne che dove lui effettivamente si trovava, a Parigi.

44
Nel momento in cui giunse al ponte Fiordiligi
(così era chiamata la donzella),
Orlando si azzuffò con Rodomonte,
che lo voleva gettare nel fiume.
La donna, che conosceva molto bene il conte Orlando,
subito lo riconobbe senza possibilità di errore:
e rimase fortemente meravigliata,
per la follia che lo agitava, nudo, a quel modo.

45
Si fermò quindi ad osservare quale esito potesse avere
il furore di quei due uomini tanto potenti.
Per fare l’uno cadere dal ponte l’altro
sono completamente occupati a metterci tutta la propria forza.
“Come è possibile che un pazzo abbia tanta forza?”
dice a sè stesso, tra i denti, il fiero pagano;
e da una parte e dall’altra si piega e si gira,
pieno di indignazione e di superbia e di ira.

46
Con l’una e l’altra mano va cercando
di fare una nuova presa, dove crede che possa portagli vantaggio;
ora tra le gambe ed ora a lato, qualora,
con artificio, al destro e qualora al piede sinistro.
Rodomonte stretto intorno ad Orlando somiglia
allo stolto orso che crede di poter sradicare
l’albero dal quale è appena caduto; e come se potesse avere
quello ogni colpa, nutre odio e rabbia nei suoi confronti.

47
Orlando, che il proprio ingegno aveva completamente dimenticato,
io non so dove, ed usava quindi la sola propria forza fisica,
una forza tanto eccezionale per la quale, in utto l’universo,
nessuno o pochissimi altri potevano essere a lui paragonati,
si lasciò cadere rovesciato all’indietro dal ponte
con il pagano a lui abbracciato, così come in quel momento si trovava.
Cadono nel fiume ed entrambi vanno a fondo:
un’onda d’acqua schizza in aria e la costa stride.

48
L’acqua li fece subito staccare l’uno dall’altro.
Orlando è nudo, senza impedimenti, e nuota come fosse un pesce:
slancia le braccia da una parte ed i piedi dall’altra,
e giunge a riva; e non appena esce fuori dall’acqua,
inizia a correre, fugge, senza soffermarsi a considerare
se ciò gli procuri più critica o lode.
Al contrario il pagano, che aveva i movimenti impediti dalle armi,
tornò a riva più lentamente e con più affanno.

49
Senza pericoli alcuni, Fiordiligi nel frattempo
aveva passato il ponte e quindi il fiume;
e dopo avere controllato da ogni parte del sepolcro,
se vi erano tracce del suo amato Brandimarte,
poiché non vede né le sue armi né la sua sopravveste,
spera di poterlo ritrovare da una altra parte.
Ma torniamo a parlare del conte,
che nella folle corsa lascia alle spalle e la torre e il fiume e il ponte.

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