Footer menù

Parafrasi canto 40 (XL) del poema Orlando Furioso

20
Orlando fece riprendere con maggiori sforzo l’assalto
da ogni parte, sia per mare che per terra.
Sansonetto, che stava con la sua flotta in alto mare,
entrò nel porto e si avvicinò quindi alla costa;
e con fionde e con archi dall’alto delle navi, ed anche con varie
macchine per lanciare proiettili, muoveva una feroce guerra;
e faceva allo stesso tempo preparare scialuppe e scale,
tutte le armi di difesa e di attacco a disposizione della nave.

21
Portavano avanti Oliviero, Orlando e Brandimarte, ed anche Astolfo,
colui che in precedenza aveva osato tanto per aria,
una dura e feroce battaglia dal alto della città
che lontano dal mare era più dentro alla costa.
Ognuno di loro avanzava con una parte
dell’esercito che si erano divisi tra loro quattro.
Chi presso le mura, chi alle porte d’ingresso, e chi in altro luogo,
tutti davano lampanti prove del loro valore.

22
Il valore di ciascuno di loro si può vedere meglio
così, che se fossero invece mischiati tra loro:
chi sia degno di un premio e chi di rimproveri,
appare chiaro davanti a mille occhi bene spalancati.
Torri di legno vengono portate avanti su ruote,
e gi elefanti, addestrati per questo scopo, ne portano altre
che sui loro dorsi svettano così in alto,
da lasciare molto sotto di loro i merli delle mura.

23
Brandimarte viene avanti e mette la scala contro le mure,
ci sale sopra ed incita gli altri a salire con lui:
lo seguono in molti, coraggiosi e sicuri;
perché chi lo ha come guida non può avere dubbi.
Non c’è nessuno che consideri, o abbia la cura di considerare,
se quella scala è in grado di sopportare quel grande peso.
Brandimarte presta attenzione solo ai nemici;
sale combattendo ed alla fine afferra un merlo delle mura.

24
E sia con la mano che con il piede si aggrappa a quello,
salta sui merli ed agita la spada tutt’intorno,
urta, rovescia e spacca e fora ed ammacca,
dà grandi prove del suo valore.
Ma tutto ad un tratto la scala cede,
perché il peso che deve sopportare è eccessivo:
e, ad eccezione di Brandimarte, cadono tutti giù nel fosso
a gambe all’aria, uno addosso all’altro.

25
Nonostante questo il cavaliere non perde il suo coraggio, e non pensa
minimamente di indietreggiare, di portare indietro il piede;
sebbene non vede nessuno dei suoi che lo segue,
benché capisce di essere un bersaglio per tutta la città.
Molti lo pregavano (ma lui non volle ascoltarli)
di tornare indietro; ma lui si lanciò invece dentro:
e dico che entrò giù nella città con un salto
dal muro, che era alto come trenta braccia.

26
Come se avesse trovato sotto di sé piume o paglia,
impattò sul duro terreno senza riportare nessun danno;
e quelli che ha intorno a sé fa a pezzi e trapassa e taglia,
così come si fa a pezzi, si fora e si taglia un pezzo di stoffa.
Si lancia ora contro alcuni ed ora contro altri;
e gli uni e gli altri si mettono in fuga.
Quelli di fuori, che l’hanno visto
saltare dentro, credono oramai che ogni aiuto sarà tardo.

27
Per tutto il campo di battaglia si spande un gran vociare
di bocca in bocca, a volte come mormorio altre come bisbiglio.
La Fama, che cambia spesso luogo, aumenta tutt’intorno e racconta
le gesta di Brandimarte ed esagera il pericolo in cui si trova.
Dove si trova Orlando (perché da più lati
veniva dato l’assalto), dove Astolfo, il figlio di Ottone,
dove Oliviero, la Fama andò volando,
senza fare posare mai le penne delle sue ali.

28
Questi guerrieri, ed Orlando più di tutti,
che amano Brandimarte e lo stimano,
capendo che se esitano troppo a lungo,
perderanno un compagnio di così grande valore,
prendono le scale, e salendoci sopra da una parte e dall’altra,
fanno a gara nel mostrare il loro animo nobile ed altezzoso,
con un atteggiamento tanto sprezzante e vigoroso,
che fanno tremare tutti i nemici con il loro sguardo.

29
Come nel mare agitato dalla tempesta,
le onde assalgono la barca che ha avuto il coraggio di salpare,
ed ora dalla prora, ed ora dai suoi lati
cercano con rabbia e con ira di entrare;
il timoniere, pallido per la paura, sospira e si lamenta, perché
deve trovare un rimedio ma non ha né il coraggio né le capacità;
e arriva infine una onda che sommerge il tutto,
e da dove è entrata lei alla fine entra anche ogni altra onda:

Comments are closed.
contatore accessi web