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Parafrasi canto 24 (XXIV) del Purgatorio di Dante

Gli risposi: “Io sono un poeta che, quando
l’Amore lo ispira, scrive, ed esprime esattamente
ciò che gli viene dettato dal cuore.”

“Oh fratello, adesso riesco a vedere bene”, mi disse,
“l’ostacolo che trattenne il notaio Iacopo da Lentini, Guidone
d’Arezzo e me lontano dal dolce stile nuovo che sento da te!

Vedo bene adesso come le vostre penne
riescano a seguire da vicino l’Amore, che vi detta i versi,
come certamente non riuscirono a fare le nostre;

e chi dovesse indagare oltre, non vedrebbe
nessuna altra differenza tra l’una e l’altra penna”;
e, come se fosse soddisfatto, tacque.

Come le Gru, che passano l’inverno lungo il fiume Nilo,
qualche volta formano delle schiere in cielo,
per poi volare più velocemente e formare una sola fila,

così tutte le anime che si trovavano in quella cornice,
rivolgendo lo sguardo altrove, affettarono i loro passi, leggere
e veloci sia per la magrezza che per la volontà di andare.

E come un uomo stanco di correre
lascia andare avanti i compagni e cammina poi lentamente,
finché non diminuisce l’affanno del petto,

così Forese lasciò andare avanti la folla di anime devote,
e procedette in mia compagnia,
dicendo: “Quando potrò rivederti?”

Gli risposi: “Non so per quanto rimarrò ancora in vita;
ma non sarà mai il mio ritorno al Purgatorio così veloce
quanto vorrei che lo fosse;

perché il luogo in cui nacqui, in cui fui posto a vivere,
continua a perdere giorno dopo giorno i suoi buoni valori,
e sembra oramai destinato ad una tragica fine.”

“Va adesso”, disse Forese; “perché l’uomo che è più colpevole
per la condizione di Firenze (Corso Donati), lo vedo trascinato
da una animale verso quella valle in cui non si ottiene il perdono per i propri peccati.

L’animale accelera la propria corsa ad ogni passo,
in un continuo crescendo, finché non gli dà il colpo finale,
lasciando orribilmente sfigurato il corpo dell’uomo.

Non passeranno molti anni”,
e disse drizzando gli occhi al cielo, “prima che ti sarà chiaro
ciò che le mie parole non possono chiarirti oltre.

Ma adesso accetta di restare indietro; perché il tempo è
importante in questo regno, ed io ne sto perdendo troppo
procedendo al tuo passo.”

Come talvolta esce da solo al galoppo un cavaliere
da una schiera di cavalieri lanciati contro il nemico,
e va veloce per poter avere l’onore del primo scontro,

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