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Parafrasi canto 20 (XX) del Purgatorio di Dante

“Gloria in excelsis Deo” intonavano tutte le anime presenti,
per quello che potei cogliere da quelle a me vicine,
le parole delle quali potevano essere da me meglio comprese.

Io e Virgilio stavamo immobili ed in attesa,
come fecero i pastori che per primi udirono quello stesso canto a Betlemme,
fintanto che il monte smise di tremare ed il cantare venne interrotto.

Ci riavviammo quindi lungo il nostro cammino santo,
facendo attenzione alle anime che giacevano sdraiate a terra
e che, dopo il canto, erano già tornate al loro abituale pianto.

Mai nessuna ignoranza, mancanza di conoscenza, con una tale tormento
mi fece ardere dal desiderio di sapere,
se la mia memoria non mi inganna.

quanto mi sembrò di esserlo allora ripensando ai fatti poco prima accaduti;
non osavo domandare niente a Virgilio, vista la fretta che aveva di andare,
ma non riuscivo nemmeno a capire da solo cosa poteva essere successo:

e non potei così fare a meno di camminare tutto timoroso e pensieroso.

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