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Parafrasi canto 19 (XIX) del Purgatorio di Dante

Chi sei stato in vita e perché adesso avete le vostre schiene rivolte
verso al cielo, dimmi, ed anche se vuoi che io faccia qualcosa
per te là, sulla terra, da dove ancora vivo sono partito.”

E l’anima allora mi rispose: “Perché la parte posteriore del nostro corpo
sia rivolta verso al cielo, lo saprai presto; ma prima
sappi che io fui in vita un successore di Pietro, sono stato Papa.

Tra Sestri Levante e Chiavari scende
un bel fiumiciattolo (Lavagna), e con il suo nome
si fregia il titolo della mia casata.

Per poco più di un mese ho provato quanto pesa il manto papale,
la responsabilità papale, per chi la vuole preservare dal fango,
tanto che al confronto qualunque altro carico sembra leggero come una piuma.

Il mio pentimento, ahimé, avvenne troppo tardi; ma, non appena
diventai papa, non appena fui nominato pastore della chiesa di Roma,
subito scoprii che la vita terrena fa false promesse.

Mi resi conto che nemmeno lì, in una posizione così alta, il mio cuore
poteva trovare pace, e non potevo neanche aspirare a salire più in alto;
così che alla fine nacque finalmente in me l’amore per questa vita.

Fino a quel momento, fino al giorno del pentimento, fui soltanto una anima
infelice e lontana da Dio, dominata dall’avidità;
ed ora, come puoi vedere, vengo punito in questa cornice per la mia colpa.

In questa cornice vengono mostrate le conseguenze dell’essere avidi
attraverso il modo in cui si purificano le anime pentite;
e lungo tutto il monte del Purgatorio non esiste una punizione più dura.

Così come in vita il nostro sguardo non si sollevò mai
in alto, verso Dio, fisso come era sulle cose materiali, sui beni terreni,
così adesso la giustizia divina lo tiene abbassato verso terra.

Come l’avidità spense in noi l’amore che avrebbe douto essere invece
indirizzato verso ogni vero bene, per cui le nostre azioni furono inutili,
così adesso la giustizia divina ci tiene ora qui bloccati,

con le mani ed i piedi legati ed immobilizzati;
e per quanto lo vorrà il giusto Signore,
tanto noi staremo in questa cornice distesi immobili a terra.”

Io mi ero inginocchiato ed stavo per parlare;
ma quando iniziai a farlo e lo spirito si accorse, solo ascoltando
la mia voce che si avvicinava, del mio abbassarmi in posizione di riverenza,

“Per quale motivo”, mi chiese, “si sei piegato così in basso?”
Ed io gli risposi: “La vostra dignità di Papa ha spinto la mia coscienza
a farmi sentire in colpa per la mia posizione eretta.”

“Raddrizza le game, tirati dritto in piedi, fratello!”,
rispose Adriano V; “non commettere questo errore: sono un servo anche io
come te, e tutti gli altri uomini, si un solo Signore.

Se mai quella santa frase evangelica, del Vangelo,
che dice “Non sposeranno” hai inteso realmente,
ora puoi ben capire perché io parlo in questo modo.

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