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Parafrasi canto 16 (XVI) del Purgatorio di Dante

ora può in tutta sicurezza passare da lì qualunque persona
che prima evitava, vergognandosi della propria malvagità,
di parlare o di avere semplicemente a che fare con le persone oneste.

Ci sono in verità ancora tre vecchi attraverso la cui persona
il passato rimprovera aspramente il presente, ed ai quali
sembra non arrivare mai il giorno della loro morte:

Corrado da Palazzo, il buon Gherardo da Camino
e Guido da Castello, che è meglio conosciuto,
alla francese, come il semplice Lombardo.

Puoi dunque ormai affermare che la Chiesa di Roma,
per aver voluto unire in sé due diversi poteri, cade nel fango
ed imbratta così sé stessa e tutto il suo carico.”

“O Marco mio”, dissi io allora, “dici il giusto:
ed ora capisco perché furono esclusi delle eredità materiali
furono esclusi i Leviti, i sacerdoti degli Ebrei.

Ma chi è quel Gherardo cui ti riferisci parlando dei quell’uomo
saggio che è rimasto ancora in vita, esempio della
generazione scomparsa, a rimprovero di questo secolo incivile?”

“O le tue parole non mi sono chiare, oppure vuoi provocarmi”,
mi rispose; “dal momento che, da toscano quale sei,
sembra che tu non sappia nulla del buon Gherardo.

Io non lo conosco con nessun altro soprannome,
a meno che non lo prenda da sua figlia Gaia. Vi saluto, che Dio
sia con voi, perché non posso più venire insieme a voi.

Vedi che il sole con i suoi raggi, che attraversano il fumo,
rischiara ormai la cornice, e mi conviene quindi allontanarmi,
l’Angelo del perdono è poco distante e non vorrei comparirgli davanti.”

Detto questo tornò indietro e non volle più stare ad ascoltarmi.

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