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Parafrasi canto 15 (XV) del Purgatorio di Dante

Guarda come, pieni di dolore, sia io che tu padre ti abbiamo a lungo
cercato.” E non appena, terminata la frase, rimase poi in silenzio,
la scena che mi era apparsa poco prima alla fine scomparve.

Mi apparve poi un’altra figura femminile con le guancie rigate
dalle lacrime, quell’acqua che sgorga per il dolore
e quando si prova sdegno, disprezzo verso un’altra persona,

che diceva: “Se tu sei il signore di Atene,
la città il cui nome creò tanto disaccordo tra gli dei,
e dalla quale si diffonde lo splendore di ogni forma di conoscenza,

allora vendica, Pisistrato, l’arroganza di quel giovane
che osò abbracciare nostra figlia.” E l’uomo
al quale erano rivolte queste parole mi apparve, calmo e benevolo,

risponderle con espressione serena:
“Che saremmo disposti a fare a chi ci odia,
se siamo disposti a condannare chi al contrario ci ama?”

Vidi poi delle persone accese, animate dal fuoco dell’ira,
uccidere un ragazzo a colpi di pietre, gridando forte
l’uno l’altro: “Ammazzalo, ammazzalo!”

E vedevo anche il giovane chinarsi verso terra,
a causa della morte che già gli appesantiva il corpo,
ma con gli occhi tenuti sempre bene aperti verso il cielo,

pregando Dio, il supremo signore, mentre veniva ucciso,
affinché perdonasse i suoi persecutori, con una espressione del viso
capace di sucitare pietà in chiunque lo osservasse.

Quando infine la mia anima tornò al mondo oggettivo,
alle cose vere che la circondano, che stanno fuori da lei,
mi resi infine conto che quelle mie visioni rappresentavano avvenimenti reali.

La mia guida, che mi poteva vedere comportarmi
come un uomo che si è appena risvegliato faticosamente dal sonno,
disse: “Cosa ti è successo che non riesci a reggerti bene in piedi,

ma hai camminato per più di mezza lega
tenendo gli occhi semichiusi e con le gambe malferme,
come se fossi sopraffatto dall’alcool o dal sonno?”

“Mio caro padre, se sei disposto ad ascoltarmi, io ti racconterò”,
risposi allora io, “le visioni che mi sono apparse
quando, come hai detto, persi la capacità di camminare.”

E lui a me: “Anche se tu avessi cento maschere
sopra la faccia, non mi sarebbero comunque nascosti
i tuoi pensieri, pur piccoli che siano.

Le visioni che hai avuto ti sono state mostrate perché tu non possa
rifiutare di aprire il cuore all’acqua della pace
che sgorga dalla fonte eterna di Dio.

Non ti chiesi “Che cosa hai?” per esserti comportato come chi
è in estasi, ha visioni pur non vedendo con gli occhi
e giace a terra svenuto;

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