Footer menù

Parafrasi canto 12 (XII) del Purgatorio di Dante

O Roboam, non sembra oramai più minacciosa la tua immagine
come è incisa qui; ma appari pieno di spavento, terrorizzato,
mentre scappi su di un carro, senza che nessuno ti insegua.

La dura pavimentazione in marmo mostrava anche
come Alcmeone fece apparire a sua madre troppo caro il prezzo
della sua sfortunata collana, portatrice di disgrazia.

Mostrava anche come i suoi stessi figli si lanciarono
contro al re assiro Sennacherib, uccidendolo dentro al tempio,
e come, una volta morto, abbandonarono lì il suo cadavere.

Mostrava la distruzione e la crudele strage di persone
compiuta dalla regina Tamiri, quando disse al re Ciro:
“Avevi sete di sangue, ed io adesso ti sazio di sangue”.

Mostrava come, sconfitti dagli Ebrei, furono messi in fuga
gli Assiri, dopo che fu ucciso Oleferne, il capo del loro esercito,
e mostrava anche il suo corpo morto dopo l’uccisione.

Vedevo la città di Troia ridotta a cenere e macerie;
o Troia, come ti mostrava umile e vile
il segno divino che poteva essere ammirato lì!

Quale maestro di pittura o di incisione
riuscì mai a ritrarre le figure ed i lineamenti lì scolpiti,
capaci di sucitare stupore anche nelle persone di straordinaria intelligenza?

I morti sembravano realmente morti, i vivi realmente vivi:
non vide meglio di me chi vide dal vivo quelle scene
che calpestai, fintanto che camminati chinando la testa in basso.

Sentitevi ora superbi e camminate con aria altezzosa,
uomini e donne figli di Eva, e non abbassate assolutamente lo sguardo a terra
per guardare il cattivo sentiero che state percorrendo!

Avevamo oramai girato attorno del monte per la maggior parte della sua
circonferenza e speso anche più tempo, più parte della giornata
di quanto non potesse stimare il nostro animo assorto, non libero dai pensieri,

quando Virgilio, colui che camminava davanti a me prestando sempre grande
attenzione, cominciò a dire: “Alza la testa;
non è più il momento di camminare in modo tanto pensieroso.

Riesci a vedere là un Angelo che si prepara per venirci incontro;
riesci anche a vedere come è oramai mezzogiorno, come la sesta serva del sole
(la sesta ora dopo il sorgere del sole) ha ormai prestato il suo servizio.

Assumuni una espressione ed un atteggiamente di riverenza,
così che gli piaccia, voglia invitarci a salire alla prossima cornice;
pensa che questo giorno non si ripeterà mai più!”

Io ero oramai ben abituato alle sue continue esortazioni
volte a non perdere tempo, così che compresi
subito e bene il senso della sua ultima richiesta.

La bella creatura divina avanzava verso di noi,
vestita di bianco e tanto splendente in viso quanto
ci apparire alla vista la stella del mattino.

Comments are closed.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web