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Parafrasi canto 6 (VI) del Purgatorio di Dante

Non so se mi capisci: sto parlando di Beatrice;
più in alto la vedrai, raggiunta la vetta
di questo monte, ridere per la felicità.

Ed io a lui: “Mio signore, procediamo allora più velocemente,
perché ormai non mi affatico più come prima,
e vedi che il monte, oltrepassato dal sole, ormai comincia a proiettare al sua ombra.”

“Procederemo oltre con questa luce del giorno”,
mi rispose Virgilio, “fintanto che potremo;
ma la situazione è ben diversa da quella che credi.

Prima che riusciremo ad essere lassù, vedrai tornare
nuovamente il sole, ora nascosto dal profilo del monte,
così che non tu possa più fare ombra con il tuo corpo.

Ma osserva quell’anima laggiù che, messa
in disparte, sta guardando verso di noi:
sarà lei ad indicarci la via più breve per raggiungere la cima.”

Andammo da lei: oh anima originaria della Lombardia,
come stavi altezzosa e distaccata,
maestosa e lenta nel muovere lo sguardo!

Non pronunciava neanche una parola,
ma ci lasciava avvicinare, limitandosi a guardarci,
come fa il leone quando si riposa.

Virgilio si avvicinò da solo all’anima, pregandola
di indicarci la migliore strada per salire lungo il monte;
quella non rispose alla sua domanda,

ma ci chiese invece informazioni circa la nostra provenienza e la
nostra condizione; la mia buona guida aveva appena
incominciato a rispondere “Mantova..” che lo spirito, tutto solo,

si alzò da dove si trovava per andargli incontro,
dicendo: “O Mantovano, io sono Sordello
e vengo dalla tua stessa città!”; e si abbracciarono l’un l’altro.

Ahimè, serva Italia, sede di dolore,
nave senza timoniere in un mare in tempesta,
non signora dei popoli ma signora di bordello!

Quell’anima nobile fu tanto rapida,
solo per avere udito il dolce nome della propria città di origine,
ad accogliere con affetto un suo concittadino;

ed ora invece, sulla tua terra, i tuoi figli non riescono a stare
senza farsi guerra, e si straziano l’un l’altro
quelli che vivono dentro la stessa cinta di mura, mentre dovrebbero sentirsi per questo uniti.

Povera Italia, guarda bene lungo le coste
dei mari che ti bagnano, e poi anche nell’entroterra, se c’è
una piccola parte di te che gode una condizione di pace.

A che cosa è servito che Giustiniano ti sistemasse il freno,
riordinando le tue leggi, se poi la sella rimane vuota?
Senza quel freno la tua vergogna sarebbe almeno inferiore.

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