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Parafrasi canto 1 (I) del Purgatorio di Dante

Le leggi dell’Inferno sono state infrante?
Oppure è cambiata la legge in paradiso,
e voi anime dannate potete ora raggiungere queste grotte?”

Il mio maestro a quella vista ed a quelle parole, mi afferrò,
e con parole, gesti e cenni
mi fece inginocchiare ed assumere una posizione di riverenza.

Quindi rispose lui a quel vecchio: “Non sono giunto fin qui per
mia iniziativa, una donna, Beatrice, scese dal cielo ed ascoltate
le sue preghiere andai in soccorso di costui.

Ma dal momento che vuoi che venga meglio spiegata
la nostra condizione, come è nella realtà,
non può il mio volere andare contro al tuo.

Costui, Dante, non ha ancora visto la sua ultima sera, è vivo;
ma a causa della sua follia, della sua arroganza intellettuale,
fu tanto vicino alla morte, che mancava molto poco prima che gli capitasse.

Come ti ho già detto, fui mandato da lui
per salvarlo; e per fare ciò non esisteva altra via
se non quella lungo la quale mi sono incamminato.

Gli ho mostrato tutte le anime dannate;
ed ora ho intenzione di mostrargli quegli spiriti
che si purificano dei propri peccati sotto il tuo controllo.

Come sono riuscito a condurlo attraverso l’Inferno, sarebbe lungo
da raccontare; dal Cielo arriva una forza che mi ha aiutato a
condurlo qui a vedere la tua persona e ad ascoltare le tue parole.

Ti sia quindi cortesemente gratido il suo arrivo:
Dante è alla ricerca della libertà, tanto cara, preziosa,
come bene lo sa che per lei rifiuta la propria vita.

Tu questo lo sai bene, poiché in nome della libertà non ti fu mai
amaro andare incontro alla morte in Utica,  là dove lasciati
quel corpo che tanto risplenderà nel giorno del giudizio.

Non abbiamo infranto le eterne leggi divine, poiché costui è
ancora vivo ed io non sono soggetto alle leggi infernali di
Minosse; ma mi trovo invece nel Limbo, quel cerchio dove si trovano anche gli occhi casti

della tua cara Marzia, che sembra tanto pregare, o santo cuore,
perché tu possa ancora considerarla tua moglie:
in nome dell’amore che ti lega a lei, esaudisci quindi le nostre richieste.

Lasciaci andare per le sette cornici di cui sei custode;
ed io riporterò a lei la mia gratitudine nei tuoi confronti,
se desideri essere menzionato laggiù nell’Inferno.”

“La vista di Marzia fu tanto gradita ai miei occhi, tanto l’amai,
fintanto che vissi”, disse allora Catone,
“che feci per lei qualunque cosa le fosse gradita.

Ma ora che si trova, per l’eternità, al di là del fiume infernale,
le sue richieste non possono smuovermi più, per quella legge
divina che fu istituita quanto lasciai il Limbo.

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