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Parafrasi canto 4 (IV) del Paradiso di Dante

Ma un altro ostacolo ti si presenta ora
dinnanzi agli occhi, tale che da solo
non riusciresti ad affrontarlo: ti stancheresti prima.

Io ti ho fatto già capire come è assolutamente impossibile
che le anime beate possano mentire,
dal momento che sono sempre vicine all’origine della Verità, Dio;

ed hai potuto successivamente ascoltare da Piccarda
che l’imperatrice Costanza tenne vivo il desiderio di osservare
il voto dato; così che sembra ora contraddire quanto ti avevo in precedenza spiegato.

Molte volte, fratello, è già successo
che per fuggire da un pericolo, sia pure controvoglia,
l’uomo scelga di fare qualcosa di non conveniente;

come fece Almeone, che, su preghiera
di suo padre Anfiarao, uccise la propria madre, divenne spietato
per non venir meno all’obbligo di devozione verso il padre.

A questo punto voglio che tu riesca a comprendere come la
violenza si mischi con la volontà di chi la subisce, facendo sì
che non possano essere perdonati i peccati che ne derivano.

Un forte volontà, una volontà assoluta, non acconsente al male;
ma vi acconsente in modo relativo per la paura di
andare incontro ad un pericolo maggiore opponendo resistenza.

Perciò, quando Piccarda parla del desiderio di Costanza di
osservare il voto, si riferisce alla volontà assoluta, io
mi riferisco invece a quella condizionata; così che entrambe diciamo il vero.”

Questo su il discorso di Beatrice, questo il fluente corso di quel
santo fiume che sgorgò dalla fonte che è origine di ogni verità;
tale il discorso che mise in pace l’uno e l’altro desiderio di sapere.

“Oh donna amata da Dio, origine dell’Amore, oh dea”,
dissi io subito dopo, “le cui parole irrigano la mia mente arida
e scaldano il mio cuore tanto da darmi sempre più energia,

il mio sentimento di gratitudine non è sufficiente
per riuscire a ricompensarvi adeguatamente; possa Dio,
che vede la mia volontà ed ha il potere di esprimerla, supplire alla mia mancanza.

Comprendo bene come non riesca a saziarsi mai
la mente umana, se non è illuminata da Dio, il Vero
al di fuori del quale nessuna verità può esistere.

L’intelletto umano trova riposo in esso, sul Vero, come un
animale nella sua tana dopo averla raggiunta; ed ha le capacità
per raggiungerla: altrimenti ogni suo desiderio sarebbe vano.

Per questo desiderio nasce nella mente umana un nuovo dubbio,
come fosse un germoglio, ai piedi della verità appena raggiunta;
ed è questo un istinto naturale, che ci spinge a salire di colle in colle fino alla più vetta più alta.

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