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Parafrasi canto 3 (III) del Paradiso di Dante

Per seguire i suoi insegnamenti, in giovane età,
mi allontanai dalla vita mondana ed indossai la sua veste,
mi chiusi in convento, promettendo di seguire la sua regola.

Ma poi degli uomini, più propensi a fare del male che a fare del
bene, mi rapirono, mi fecero uscire con la forza dall’amato
convento: sa solo Dio quale fu poi la mia vita.

E quest’altra luce, che vedi
alla mia destra e che brilla
di tutto lo splendore del nostro cielo,

può ritenere valido anche per sé stessa ciò io ti ho detto
riguardo a me; in vita è stata una suora e come a me le è stato
strappato dal campo il velo monacale.

Ma anche dopo essere stata ricondotta alla vita mondana,
contro la propria volontà e contro ogni buona norma morale,
in cuore suo non si separò comunque mai dal velo.

Questa di cui parlo è la luce, l’anima, della nobile Costanza,
che del secondo imperatore della casa di Svevia
diede alla luce il terzo ed ultimo erede.”

Così mi parlò e cominciò poi a cantare
‘Ave Maria’, e cantando scomparve
come scompare nell’acqua profonda un oggetto pesante.

Il mio sguardo la seguì fintanto
che riuscì a farlo, e dopo averla persa di vista
si volse verso l’oggetto del mio più intenso desiderio,

concentrandosi perciò tutto su Beatrice;
ma lei brillò ai miei occhi di una luce tanto abbagliante,
che all’inizio non riuscii a sopportarne la vista;

e ciò mi rallentò nel rivolgerle la domanda.

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