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Parafrasi canto 19 (XIX) dell’Inferno di Dante

Me ne stavo chino come sta il frate intento a confessare un
crudele assassino, che, già capovolto nella fossa,
lo ha fatto chiamare per ritardare così un poco la morte.

Ed egli mi gridò in risposta: “Se tu già qui dritto,
sei tu già qui Bonifacio? La mia capacità di prevedere il futuro
(come dannato) mi ha ingannato di parecchi anni.

Ti sei saziato così presto di avere quelle ricchezze per
ottenere le quali non temesti di dare in sposa a tradimento
la Santa Chiesa, per farne poi strazio?”

Io rimasi attonito come coloro che restano impietriti
non riuscendo a comprendere una risposta ricevuta
e non sapendo come rispondere a loro volta.

Disse allora Virgilio: “Digli subito:
Io non sono colui che tu credi”;
ed io risposi allora come mi era stato ordinato di fare.

A quella risposta lo spirito contorse totalmente i suoi piedi;
poi, sospirando per la delusione e con voce rotta dal pianto,
mi disse: “Che cosa vuoi dunque da me?

Se ti interressa così tanto sapere chi sono
da essere sceso di corsa lungo il versante della valle,
sappia allora pure che in vita indossai il santo manto papale;

e fui (Giovanni Gaetano Orsini) uno degli Orsini,
così avido nel fare arricchire i miei parenti,
che in terra misi in borsa tanto denaro finendo poi per mettere me stesso in questa borsa, buca.

Sotto la mia testa sono stati cacciati altri spiriti
che mi precedettero sul soglio pontificio grazie alla simonia,
si trovano ora appiattiti dentro ad una fessura nella pietra.

Io stesso cadrò là dentro quando
giungerà qui colui che inizialmente credevo fossi te,
quando ti feci quella inaspettata domanda.

Ma il tempo che ho passato io con i piedi cotti
e con la testa rivolta verso il basso, è più lungo di quello
che passerà lui piantato nella buca e con i piedi  infiammati:

perché subito dopo di lui giungerà qui da occidente, grazie
ad un operato ancora più spregevole, un pastore (Clemente V)
senza legge, tale da meritare questa punizione, coprendo Bonifaccio e me.

Sarà in terra un nuovo Giasone, il cui delitto si legge nei libri
dei Maccabei; e come si arrese di fronte a costui il re Antioco,
allo stesso modo farà con lui il re di Francia, Filippo.”

Non se a questo punto osai troppo
nel rispondere all’anima dannata in questo modo sarcastico:
“Dai, dimmi ora: quanto denaro pretese

il Nostro Signore da San Pietro prima
di consegnargli le chiavi del regno dei cieli?
Certo non gli chiese altro se non “Seguimi”.

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