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Parafrasi canto 14 (XIV) dell’Inferno di Dante

chi è quel grande che non sembra curarsi minimamente
dell’incendio che lo avvolge, e giace in modo tanto stizzoso e losco
che non sembra che la pioggia di fiamme possa correggerlo?”

E quella stessa anima (Capaneo), accortasi
che io chiedevo alla mia guida informazione su di lei,
gridò: “Come sono stato da vivo, allo stesso modo sono ora da morto.

Giove faccia pure stancare il suo fabbro Vulcano,
dal quale, tutto adirato, prese il fulmine appuntito
che mi colpì l’ultimo giorno della mia vita, uccidendomi;

e stanchi pure gli aiutanti di Vulcano, i ciclopi,
che gli uni dopo gli altri, nella fumosa fucina dell’Etna,
urlano “O buon Vulcano, aiutami, aiutami!”,

come già fece nella battaglia di Flegra,
e mi colpisca pure con i suoi fulmini con tutta la forza che ha;
potrà vendicarsi di me, ma non potrà gioire per avermi sottomesso.”

La mia guida Virgilio, per zittirlo, rispose allora con tanto impeto
che io prima di allora non l’avevo mai sentito parlare tanto irato:
“Capaneo, quanto tu più ti ostini

nella tua superbia, tanto più severamente verrai punito:
nessun tormento, se non il tuo stesso furore,
sarebbe adeguato alla tua rabbiosa malvagità.”

Detto questo, si rivolse poi a me con più calma
e mi disse: “Costui fu in vita uno dei sette re
che misero sotto assedio Tebe; disprezzò Dio, e sembra disprezzarlo

ancora adesso, e sembra anche tenerlo in poco conto,
ma, come gli ho appena detto, gli stessi insulti che rivolge a Dio
sono la più giusta ferita che può essere inferta al suo petto.

Adesso seguimi, e presta attenzione a non mettere
i piedi sulla sabbia che è ancora infuocata; ma tienili
invece sempre radenti al bosco che circonda il girone.”

Procedendo in silenzio, arrivammo nel punto in cui
si libera dalla selva un piccolo fiumiciattolo,
il cui colore rosso intenso ancora adesso mi fa rabbrividire.

Così come dal Bulicame di Viterbo esce un ruscello
che viene poi spartito tra le donne peccatrici del posto,
allo stesso modo quello proseguiva il suo corso lungo la sabbia.

Il suo fondo ed anche entrambe le sue rive
era tutte fatte di pietra, così come anche i suoi margini laterali;
capii perciò che il nostro percorso sarebbe passato da lì.

“Tra tutte le cose che ti ho mostrato fino a questo momento,
da quando siamo entrati attraverso quella porta, dell’Inferno,
che non nega a nessuno il passaggio,

i tuoi occhi non hanno visto nessuna cosa che abbia meritato
tanta attenzione quanto questo fiume rosso,
che spegne su di sé (con i vapori) tutte le fiamme che vi cascano sopra.”

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