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Parafrasi canto 12 (XII) dell’Inferno di Dante

rispose loro: “Lui è proprio vivo, ed io, così tutto solo,
sono stato incaricato di mostrargli la valle tenebrosa dell’Inferno:
ci ha portati fino a qua la necessità, non il puro piacere.

Un tale personaggio ha lasciato il paradiso, dove si canta di gioia,
e mi ha affidato questo nuovo incarico:
non è un ladrone, e neppure io sono l’anima di un ladro.

Per quella potenza divina che fa muovere
i miei passi attraverso una strada tanto selvaggia,
dacci uno dei tuoi, così che possiamo seguirlo da vicino,

uno che ci mostri il punto in cui è possibile guadare il fosso
e che porti costui sulla sua groppa,
dal momento che non è uno spirito e non può volare.”

Chirone si volse a quel punto sul suo lato destro
e disse a Nesso: “Torna indietro con loro, e fagli da guida,
e fai scansare le altre schiere se dovessero esservi d’intoppo.”

Ci misimo allora in moto con quella scorta fidata
lungo la sponda di quel fiume rosso di sangue in ebollizione,
dal quale i dannati messi a bollire emettevano orribili urla.

Vidi anime immerse nel sangue fino agli occhi; ed il possente
Centauro disse: “Questi che vedete sono stati tiranni ed hanno messo
mano senza riguardi sugli averi e sul sangue delle loro genti.

qui piangono le spietate violenze che hanno commesso in vita;
si trovano qui Alessandro ed anche il feroce Dionigi il Vecchio,
tiranno di Siracusa, che fece vivere alla Sicilia anni dolorosi.

quello là che ha sulla fronte capelli così neri
è Ezzelino da Romano; quell’altro con i capelli biondi
è invece Obizzo d’Este, colui che, a dire il vero,

fu ucciso dal suo figliastro lassù nel mondo.”
Mi rivolsi allora stupito verso il poeta Virgilio e lui mi disse:
“Credigli, lascia che lui sia il tuo primo maestro ed io il secondo.”

Un poco più avanti il Centaurò si fermò
vicino a delle altre anime che apparivano immerse
fino alla gola in quel sangue bollente.

Ci indicò un dannato tutto solo ad un lato del canale, dicendoci:
“Quello là è Guido di Monfort, che trafisse in chiesa quel cuore
(di Enrico d’Inghilterra) che trasportato sul Tamigi ancora oggi gronda sangue chiedendo vendetta.”

Vidi poi altre ombre che emergevano dal fiume di sangue
con tutta la testa ed altre ancora con tutto il petto;
e fui capce di riconoscere molte di loro.

Il livello del sangue si fece via via più basso,
fino a cuocere solamente i piedi degli ultimi dannati;
e riuscimmo così infine ad attraversare a piedi il fossato.

“Così come vedi da questa parte
abbassarsi progressivamente il livello del fiume di sangue”
disse il Centauro, “voglio che tu ci creda, che tu sappia

che da quell’altra parte si abbassa invece sempre di più
il suo fondo, fino a raggiungere una profondità
adeguata per fare gemere di dolore i tiranni.

La giustizia divina punisce da quella parte
quell’Attila, re degli Unni, che in terra fu il flagello di Dio
ed anche Pirro e Sesto Pompeo; e spreme anche in eterno

lacrime, che il bollore riesce a strappare,
ai ladroni come Riniero da Corneto e Rinieri de Pazzo,
che sulle strade fecero tante tremente scorrerie ed agguati.”

Poi Nesso si voltò indietro e ritorno dall’altra parte del guado.

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