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Testo del canto 46 (XLVI) del poema Orlando Furioso

60
E corse senza indugio ad abbracciarlo,
né dispiccar se gli sapea dal collo.
Rinaldo, Orlando, e di lor prima Carlo
di qua e di là con grand’amor baciollo.
Né Dudon né Olivier d’accarezzarlo,
né ‘l re Sobrin si può veder satollo.
Dei paladini e dei baron nessuno
di far festa a Ruggier restò digiuno.

61
Leone, il qual sapea molto ben dire,
finiti che si fur gli abbracciamenti,
cominciò inanzi a Carlo a riferire,
udendo tutti quei ch’eran presenti,
come la gagliardia, come l’ardire
(ancor che con gran danno di sue genti)
di Ruggier, ch’a Belgrado avea veduto,
più d’ogni offesa avea di sé potuto;

62
sì ch’essendo di poi preso e condutto
a colei ch’ogni strazio n’avria fatto,
di prigione egli, mal grado di tutto
il parentado suo, l’aveva tratto;
e come il buon Ruggier, per render frutto
e mercede a Leon del suo riscatto,
fe’ l’alta cortesia che sempre a quante
ne furo o saran mai, passarà inante.

63
E seguendo narrò di punto in punto
ciò che per lui fatto Ruggiero avea;
e come poi da gran dolor compunto,
che di lasciar la moglie gli premea,
s’era disposto di morire; e giunto
v’era vicin, se non si soccorrea.
E con sì dolci affetti il tutto espresse,
che quivi occhio non fu ch’asciutto stesse.

64
Rivolse poi con sì efficaci preghi
le sue parole all’ostinato Amone,
che non sol che lo muova, che lo pieghi,
che lo faccia mutar d’opinione;
ma fa ch’egli in persona andar non nieghi
a supplicar Ruggier che gli perdone,
e per padre e per suocero l’accette;
e così Bradamante gli promette.

65
A cui là dove, de la vita in forse,
piangea i suoi casi in camera segreta,
con lieti gridi in molta fretta corse
per più d’un messo la novella lieta:
onde il sangue ch’al cor, quando lo morse
prima il dolor, fu tratto da la pieta,
a questo annunzio il lasciò solo in guisa,
che quasi il gaudio ha la donzella uccisa.

66
Ella riman d’ogni vigor sì vota,
che di tenersi in piè non ha balìa;
ben che di quella forza ch’esser nota
vi debbe, e di quel grande animo sia.
Non più di lei, chi a ceppo, a laccio, a ruota
sia condannato o ad altra morte ria,
e che già agli occhi abbia la benda negra,
gridar sentendo grazia, si rallegra.

67
Si rallegra Mongrana e Chiaramonte,
di nuovo nodo i dui raggiunti rami:
altretanto si duol Gano col conte
Anselmo, e con Falcon Gini e Ginami;
ma pur coprendo sotto un’altra fronte
van lor pensieri invidiosi e grami;
e occasione attendon di vendetta,
come la volpe al varco il lepre aspetta.

68
Oltre che già Rinaldo e Orlando ucciso
molti in più volte avean di quei malvagi;
ben che l’ingiurie fur con saggio avviso
dal re acchetate, ed i commun disagi;
avea di nuovo lor levato il riso
l’ucciso Pinabello e Bertolagi:
ma pur la fellonia tenean coperta,
dissimulando aver la cosa certa.

69
Gli imbasciatori bulgari che in corte
di Carlo eran venuti, come ho detto,
con speme di trovare il guerrier forte
del liocorno, al regno loro eletto;
sentendol quivi, chiamar buona sorte
la lor, che dato avea alla speme effetto;
e riverenti ai piè se gli gittaro,
e che tornassi in Bulgheria il pregaro;

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