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Testo del canto 45 (XLV) del poema Orlando Furioso

100
Se però presa son per non avere
uccider lui né prenderlo potuto;
il che non mi par giusto; né al parere
mai son per star, ch’in questo ha Carlo avuto.
So ch’incostante io mi farò tenere,
se da quel c’ho già detto ora mi muto;
ma né la prima son né la sezzaia,
la qual paruta sia incostante, e paia.

101
Basti che nel servar fede al mio amante,
d’ogni scoglio più salda mi ritrovi,
e passi in questo di gran lunga quante
mai furo ai tempi antichi, o sieno ai nuovi.
Che nel resto mi dichino incostante,
non curo, pur che l’incostanza giovi:
pur ch’io non sia di costui torre astretta,
volubil più che foglia anco sia detta. –

102
Queste parole ed altre, ch’interrotte
da sospiri e da pianti erano spesso,
seguì dicendo tutta quella notte
ch’all’infelice giorno venne appresso.
Ma poi che dentro alle cimerie grotte
con l’ombre sue Notturno fu rimesso,
il ciel, ch’eternamente avea voluto
farla di Ruggier moglie, le diè aiuto.

103
Fe’ la mattina la donzella altiera
Marfisa inanzi a Carlo comparire,
dicendo ch’al fratel suo Ruggier era
fatto gran torto, e nol volea patire,
che gli fosse levata la mogliera,
né pure una parola gliene dire:
e contra chi si vuol di provar toglie,
che Bradamante di Ruggiero è moglie.

104
E inanzi agli altri, a lei provar lo vuole,
quando pur di negarlo fosse ardita,
ch’in sua presenza ella ha quelle parole
dette a Ruggier, che fa chi si marita;
e con la cerimonia che si suole,
già sì tra lor la cosa è stabilita,
che più di sé non possono disporre,
né l’un l’altro lasciar, per altri torre.

105
Marfisa, o ‘l vero o ‘l falso che dicesse,
pur lo dicea, ben credo con pensiero,
perché Leon più tosto interrompesse
a dritto e a torto, che per dire il vero,
e che di volontade lo facesse
di Bradamante, che a riaver Ruggiero
ed escluder Leon, né la più onesta
né la più breve via vedea di questa.

106
Turbato il re di questa cosa molto,
Bradamante chiamar fa immantinente;
e quanto di provar Marfisa ha tolto,
le fa sapere, ed ecci Amon presente.
Tien Bradamante chino a terra il volto,
e confusa non niega né consente,
in guisa che comprender di leggiero
si può che Marfisa abbia detto il vero.

107
Piace a Rinaldo, e piace a quel d’Anglante
tal cosa udir, ch’esser potrà cagione
che ‘l parentado non andrà più inante,
che già conchiuso aver credea Leone;
e pur Ruggier la bella Bradamante
mal grado avrà de l’ostinato Amone;
e potran senza lite, e senza trarla
di man per forza al padre, a Ruggier darla.

108
Che se tra lor queste parole stanno,
la cosa è ferma, e non andrà per terra,
così atterràn quel che promesso gli hanno,
più onestamente e senza nuova guerra.
– Questo è (diceva Amon), questo è un inganno
contra me ordito: ma ‘l pensier vostro erra;
ch’ancor che fosse ver quanto voi finto
tra voi v’avete, io non son però vinto.

109
Che prosupposto (che né ancor confesso,
né vo’ credere ancor) ch’abbia costei
scioccamente a Ruggier così promesso,
come voi dite, e Ruggiero abbia a lei;
quando e dove fu questo? che più espresso,
più chiaro e piano intenderlo vorrei.
Stato so che non è, se non è stato
prima che Ruggier fosse battezzato.

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