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Testo del canto 44 (XLIV) del poema Orlando Furioso

100
Leone ha nel fuggir tanto vantaggio
(fuggir si può ben dir, più che ritrarse),
che trova aperto e libero il passaggio;
poi rompe il ponte, e lascia le navi arse.
Non v’arriva Ruggier, ch’ascoso il raggio
era del sol, né sa dove alloggiarse.
Cavalca inanzi, che lucea la luna,
né mai trova castel né villa alcuna.

101
Perché non sa dove si por, camina
tutta la notte, né d’arcion mai scende.
Ne lo spuntar del nuovo sol vicina
a man sinistra una città comprende;
ove di star tutto quel dì destina,
acciò l’ingiuria al suo Frontino emende,
a cui, senza posarlo o trargli briglia,
la notte fatto avea far tante miglia.

102
Ungiardo era signor di quella terra,
suddito e caro a Costantino molto,
ove avea per cagion di quella guerra
da cavallo e da piè buon numer tolto.
Quivi ove altrui l’entrata non si serra,
entra Ruggiero, e v’è sì ben raccolto,
che non gli accade di passar più avante
per aver miglior loco e più abondante.

103
Nel medesimo albergo in su la sera
un cavallier di Romania alloggiosse,
che si trovò ne la battaglia fiera,
quando Ruggier pei Bulgari si mosse,
ed a pena di man fuggito gli era,
ma spaventato più ch’altri mai fosse;
sì ch’ancor triema, e pargli ancora intorno
avere il cavallier dal liocorno.

104
Conosce, tosto che lo scudo vede,
che ‘l cavallier che quella insegna porta,
è quel che la sconfitta ai Greci diede,
per le cui mani è tanta gente morta.
Corre al palazzo, ed udienza chiede,
per dire a quel signor cosa ch’importa;
e subito intromesso, dice quanto
io mi riserbo a dir ne l’altro canto.

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