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Testo del canto 25 (XXV) del poema Orlando Furioso

80
Ed alla mensa, ove la Copia fuse
il corno, l’onorò come suo donno.
Quivi senz’altro aiuto si concluse
che liberare i duo fratelli ponno.
Intanto sopravenne e gli occhi chiuse
ai signori e ai sergenti il pigro Sonno,
fuor ch’a Ruggier; che, per tenerlo desto,
gli punge il cor sempre un pensier molesto.

81
L’assedio d’Agramante ch’avea il giorno
udito dal corrier, gli sta nel core.
Ben vede ch’ogni minimo soggiorno
che faccia d’aiutarlo, è suo disnore.
Quanta gli sarà infamia, quanto scorno,
se coi nemici va del suo signore!
Oh come a gran viltade, a gran delitto,
battezzandosi alor, gli sarà ascritto!

82
Potria in ogn’altro tempo esser creduto
che vera religion l’avesse mosso;
ma ora che bisogna col suo aiuto
Agramante d’assedio esser riscosso,
più tosto da ciascun sarà tenuto
che timore e viltà l’abbia percosso,
ch’alcuna opinion di miglior fede:
questo il cor di Ruggier stimula e fiede.

83
Che s’abbia da partire anco lo punge
senza licenza de la sua regina.
Quando questo pensier, quando quel giunge,
che ‘l dubio cor diversamente inchina.
Gli era l’aviso riuscito lunge
di trovarla al castel di Fiordispina,
dove insieme dovean, come ho già detto,
in soccorso venir di Ricciardetto.

84
Poi gli sovien ch’egli le avea promesso
di seco a Vallombrosa ritrovarsi.
Pensa ch’andar v’abbi ella, e quivi d’esso
che non vi trovi poi, maravigliarsi.
Potesse almen mandar lettera o messo,
sì ch’ella non avesse a lamentarsi
che, oltre ch’egli mal le avea ubbidito,
senza far motto ancor fosse partito.

85
Poi che più cose imaginate s’ebbe,
pensa scriverle al fin quanto gli accada;
e ben ch’egli non sappia come debbe
la lettera inviar, sì che ben vada,
non però vuol restar; che ben potrebbe
alcun messo fedel trovar per strada.
Più non s’indugia, e salta de le piume;
si fa dar carta, inchiostro, penna e lume.

86
I camarier discreti ed aveduti
arrecano a Ruggier ciò che commanda.
Egli comincia a scrivere, e i saluti
(come si suol) nei primi versi manda:
poi narra degli avisi che venuti
son dal suo re, ch’aiuto gli domanda;
e se l’andata sua non è ben presta,
o morto o in man degli nimici resta.

87
Poi seguita, ch’essendo a tal partito,
e ch’a lui per aiuto si volgea,
vedesse ella che ‘l biasmo era infinito
s’a quel punto negar gli lo volea;
e ch’esso, a lei dovendo esser marito,
guardarsi da ogni macchia si dovea;
che non si convenia con lei, che tutta
era sincera, alcuna cosa brutta.

88
E se mai per adietro un nome chiaro,
ben oprando, cercò di guadagnarsi,
e guadagnato poi, se avuto caro,
se cercato l’avea di conservarsi;
or lo cercava, e n’era fatto avaro,
poi che dovea con lei participarsi,
la qual sua moglie, e totalmente in dui
corpi esser dovea un’anima con lui.

89
E sì come già a bocca le avea detto,
le ridicea per questa carta ancora:
finito il tempo in che per fede astretto
era al suo re, quando non prima muora,
che si farà cristian così d’effetto,
come di buon voler stato era ogni ora;
e ch’al padre e a Rinaldo e agli altri suoi
per moglie domandar la farà poi.

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