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Testo del canto 25 (XXV) del poema Orlando Furioso

70
La cosa stava tacita fra noi,
sì che durò il piacer per alcun mese:
pur si trovò chi se n’accorse poi,
tanto che con mio danno il re lo ‘ntese.
Voi che mi liberaste da quei suoi
che ne la piazza avean le fiamme accese,
comprendere oggimai potete il resto;
ma Dio sa ben con che dolor ne resto. –

71
Così a Ruggier narrava Ricciardetto,
e la notturna via facea men grave,
salendo tuttavia verso un poggetto
cinto di ripe e di pendici cave.
Un erto calle e pien di sassi e stretto
apria il camin con faticosa chiave.
Sedea al sommo un castel detto Agrismonte,
ch’ave’ in guardia Aldigier di Chiaramonte.

72
Di Buovo era costui figliuol bastardo,
fratel di Malagigi e di Viviano;
chi legitimo dice di Gherardo,
è testimonio temerario e vano.
Fosse come si voglia, era gagliardo,
prudente, liberal, cortese, umano;
e facea quivi le fraterne mura
la notte e il dì guardar con buona cura.

73
Raccolse il cavallier cortesemente,
come dovea, il cugin suo Ricciardetto,
ch’amò come fratello; e parimente
fu ben visto Ruggier per suo rispetto.
Ma non gli uscì già incontra allegramente,
come era usato, anzi con tristo aspetto,
perch’uno aviso il giorno avuto avea,
che nel viso e nel cor mesto il facea.

74
A Ricciardetto in cambio di saluto
disse: – Fratello, abbiàn nuova non buona.
Per certissimo messo oggi ho saputo
che Bertolagi iniquo di Baiona
con Lanfusa crudel s’è convenuto,
che preziose spoglie esso a lei dona,
ed essa a lui pon nostri frati in mano,
il tuo bon Malagigi e il tuo Viviano.

75
Ella dal dì che Ferraù li prese,
gli ha ognor tenuti in loco oscuro e fello,
fin che ‘l brutto contratto e discortese
n’ha fatto con costui di ch’io favello.
Gli de’ mandar domane al Maganzese
nei confin tra Baiona e un suo castello.
Verrà in persona egli a pagar la mancia
che compra il miglior sangue che sia in Francia.

76
Rinaldo nostro n’ho avisato or ora,
ed ho cacciato il messo di galoppo;
ma non mi par ch’arrivar possa ad ora
che non sia tarda, che ‘l camino è troppo.
Io non ho meco gente da uscir fuora:
l’animo è pronto, ma il potere è zoppo.
Se gli ha quel traditor, li fa morire:
sì che non so che far, non so che dire. –

77
La dura nuova a Ricciardetto spiace,
e perché spiace a lui, spiace a Ruggiero;
che poi che questo e quel vede che tace,
né tra’ profitto alcun del suo pensiero,
disse con grande ardir: – Datevi pace:
sopra me quest’impresa tutta chero;
e questa mia varrà per mille spade
a riporvi i fratelli in libertade.

78
Io non voglio altra gente, altri sussidi,
ch’io credo bastar solo a questo fatto;
io vi domando solo un che mi guidi
al luogo ove si dee fare il baratto.
Io vi farò sin qui sentire i gridi
di chi sarà presente al rio contratto. –
Così dicea; né dicea cosa nuova
all’un de’ dui, che n’avea visto pruova.

79
L’altro non l’ascoltava, se non quanto
s’ascolti un ch’assai parli e sappia poco:
ma Ricciardetto gli narrò da canto
come fu per costui tratto del fuoco;
e ch’era certo che maggior del vanto
faria veder l’effetto a tempo e a loco.
Gli diede allor udienza più che prima,
e riverillo, e fe’ di lui gran stima.

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