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Testo del canto 24 (XXIV) del poema Orlando Furioso

40
Poi mirando Odorico: – Io vo’ che sia
(gli disse) del tuo error la penitenza,
che la vecchia abbi un anno in compagnia,
né di lasciarla mai ti sia licenza;
ma notte e giorno, ove tu vada o stia,
un’ora mai non te ne trovi senza;
e fin a morte sia da te difesa
contra ciascun che voglia farle offesa.

41
Vo’, se da lei ti sarà commandato,
che pigli contra ognun contesa e guerra:
vo’ in questo tempo, che tu sia ubligato
tutta Francia cercar di terra in terra. –
Così dicea Zerbin; che pel peccato
meritando Odorico andar sotterra,
questo era porgli inanzi un’alta fossa,
che fia gran sorte che schivar la possa.

42
Tante donne, tanti uomini traditi
avea la vecchia, e tanti offesi e tanti,
che chi sarà con lei, non senza liti
potrà passar de’ cavallieri erranti.
Così di par saranno ambi puniti:
ella de’ suoi commessi errori inanti,
egli di torne la difesa a torto;
né molto potrà andar che non sia morto.

43
Di dover servar questo, Zerbin diede
ad Odorico un giuramento forte,
con patto che se mai rompe la fede,
e ch’inanzi gli capiti per sorte,
senza udir prieghi e averne più mercede,
lo debba far morir di cruda morte.
Ad Almonio e a Corebo poi rivolto,
fece Zerbin che fu Odorico sciolto.

44
Corebo, consentendo Almonio, sciolse
il traditore al fin, ma non in fretta;
ch’all’uno e all’altro esser turbato dolse
da sì desiderata sua vendetta.
Quindi partissi il disleale, e tolse
in compagnia la vecchia maledetta.
Non si legge in Turpin che n’avvenisse;
ma vidi già un autor che più ne scrisse.

45
Scrive l’autore, il cui nome mi taccio,
che non furo lontani una giornata,
che per torsi Odorico quello impaccio,
contra ogni patto ed ogni fede data,
al collo di Gabrina gittò un laccio,
e che ad un olmo la lasciò impiccata;
e ch’indi a un anno (ma non dice il loco)
Almonio a lui fece il medesmo giuoco.

46
Zerbin che dietro era venuto all’orma
del paladin, né perder la vorrebbe,
manda a dar di sé nuove alla sua torma,
che star senza gran dubbio non ne debbe:
Almonio manda, e di più cose informa,
che lungo il tutto a ricontar sarebbe;
Almonio manda, e a lui Corebo appresso;
né tien, fuor ch’Issabella, altri con esso.

47
Tant’era l’amor grande che Zerbino,
e non minor del suo quel che Issabella
portava al virtuoso paladino;
tanto il desir d’intender la novella
ch’egli avesse trovato il Saracino
che del destrier lo trasse con la sella;
che non farà all’esercito ritorno,
se non finito che sia il terzo giorno;

48
il termine ch’Orlando aspettar disse
il cavallier ch’ancor non porta spada.
Non è alcun luogo dove il conte gisse,
che Zerbin pel medesimo non vada.
Giunse al fin tra quegli arbori che scrisse
l’ingrata donna, un poco fuor di strada;
e con la fonte e col vicino sasso
tutti li ritruovò messi in fracasso.

49
Vede lontan non sa che luminoso,
e trova la corazza esser del conte;
e trova l’elmo poi, non quel famoso
ch’armò già il capo all’africano Almonte.
Il destrier ne la selva più nascoso
sente anitrire, e leva al suon la fronte;
e vede Brigliador pascer per l’erba,
che dall’arcion pendente il freno serba.

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