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Testo del canto 23 (XXIII) del poema Orlando Furioso

40
Giaceva Pinabello in terra spento,
versando il sangue per tante ferite,
ch’esser doveano assai, se più di cento
spade in sua morte si fossero unite.
Il cavallier di Scozia non fu lento
per l’orme che di fresco eran scolpite
a porsi in avventura, se potea
saper chi l’omicidio fatto avea.

41
Ed a Gabrina dice che l’aspette;
che senza indugio a lei farà ritorno.
Ella presso al cadavero si mette,
e fissamente vi pon gli occhi intorno;
perché, se cosa v’ha che le dilette,
non vuol ch’un morto invan più ne sia adorno,
come colei che fu, tra l’altre note,
quanto avara esser più femina puote.

42
Se di portarne il furto ascosamente
avesse avuto modo o alcuna speme,
la sopravesta fatta riccamente
gli avrebbe tolta, e le bell’arme insieme.
Ma quel che può celarsi agevolmente,
si piglia, e ‘l resto fin al cor le preme.
Fra l’altre spoglie un bel cinto levonne,
e se ne legò i fianchi infra due gonne.

43
Poco dopo arrivò Zerbin, ch’avea
seguito invan di Bradamante i passi,
perché trovò il sentier che si torcea
in molti rami ch’ivano alti e bassi:
e poco ormai del giorno rimanea,
né volea al buio star fra quelli sassi;
e per trovare albergo diè le spalle
con l’empia vecchia alla funesta valle.

44
Quindi presso a dua miglia ritrovaro
un gran castel che fu detto Altariva,
dove per star la notte si fermaro,
che già a gran volo inverso il ciel saliva.
Non vi ster molto, ch’un lamento amaro
l’orecchie d’ogni parte lor feriva;
e veggon lacrimar da tutti gli occhi,
come la cosa a tutto il popul tocchi.

45
Zerbino dimandonne, e gli fu detto
che venut’era al cont’Anselmo aviso,
che fra duo monti in un sentiero istretto
giacea il suo figlio Pinabello ucciso.
Zerbin, per non ne dar di sé sospetto,
di ciò si finge nuovo, e abbassa il viso;
ma pensa ben, che senza dubbio sia
quel ch’egli trovò morto in su la via.

46
Dopo non molto la bara funèbre
giunse, a splendor di torchi e di facelle,
là dove fece le strida più crebre
con un batter di man gire alle stelle,
e con più vena fuor de le palpèbre
le lacrime inundar per le mascelle:
ma più de l’altre nubilose ed atre
era la faccia del misero patre.

47
Mentre apparecchio si facea solenne
di grandi esequie e di funèbri pompe,
secondo il modo ed ordine che tenne
l’usanza antiqua e ch’ogni età corrompe;
da parte del signore un bando venne,
che tosto il popular strepito rompe,
e promette gran premio a chi dia aviso
chi stato sia che gli abbia il figlio ucciso.

48
Di voce in voce e d’una in altra orecchia
il grido e ‘l bando per la terra scorse,
fin che l’udì la scelerata vecchia
che di rabbia avanzò le tigri e l’orse;
e quindi alla ruina s’apparecchia
di Zerbino, o per l’odio che gli ha forse,
o per vantarsi pur, che sola priva
d’umanitade in uman corpo viva;

49
o fosse pur per guadagnarsi il premio:
a ritrovar n’andò quel signor mesto;
e dopo un verisimil suo proemio,
gli disse che Zerbin fatto avea questo:
e quel bel cinto si levò di gremio,
che ‘l miser padre a riconoscer presto,
appresso il testimonio e tristo uffizio
de l’empia vecchia, ebbe per chiaro indizio.

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