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Testo del canto 21 (XXI) del poema Orlando Furioso

70
Con la vecchia Zerbin quindi partisse
al già promesso debito viaggio;
e tra sé tutto il dì la maledisse,
che far gli fece a quel barone oltraggio.
Ed or che pel gran mal che gli ne disse
chi lo sapea, di lei fu istrutto e saggio,
se prima l’avea a noia e a dispiacere,
or l’odia sì che non la può vedere.

71
Ella che di Zerbin sa l’odio a pieno,
né in mala voluntà vuole esser vinta,
un’oncia a lui non ne riporta meno:
la tien di quarta, e la rifà di quinta.
Nel cor era gonfiata di veneno,
e nel viso altrimente era dipinta.
Dunque ne la concordia ch’io vi dico,
tenean lor via per mezzo il bosco antico.

72
Ecco, volgendo il sol verso la sera,
udiron gridi e strepiti e percosse,
che facean segno di battaglia fiera
che, quanto era il rumor, vicina fosse.
Zerbino, per veder la cosa ch’era,
verso il rumore in gran fretta si mosse:
non fu Gabrina lenta a seguitarlo.
Di quel ch’avvenne, all’altro canto io parlo.

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