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Testo del canto 20 (XX) del poema Orlando Furioso

10
Al tempo che tornar dopo anni venti
da Troia i Greci (che durò l’assedio
dieci, e dieci altri da contrari venti
furo agitati in mar con troppo tedio),
trovar che le lor donne agli tormenti
di tanta assenza avean preso rimedio:
tutte s’avean gioveni amanti eletti,
per non si raffreddar sole nei letti.

11
Le case lor trovaro i Greci piene
de l’altrui figli; e per parer commune
perdonano alle mogli, che san bene
che tanto non potean viver digiune:
ma ai figli degli adulteri conviene
altrove procacciarsi altre fortune;
che tolerar non vogliono i mariti
che più alle spese lor sieno notriti.

12
Sono altri esposti, altri tenuti occulti
da le lor madri e sostenuti in vita.
In vane squadre quei ch’erano adulti
feron, chi qua chi là, tutti partita.
Per altri l’arme son, per altri culti
gli studi e l’arti; altri la terra trita;
serve altri in corte; altri è guardian di gregge,
come piace a colei che qua giù regge.

13
Partì fra gli altri un giovinetto, figlio
di Clitemnestra, la crudel regina,
di diciotto anni, fresco come un giglio,
o rosa colta allor di su la spina.
Questi, armato un suo legno, a dar di piglio
si pose e a depredar per la marina
in compagnia di cento giovinetti
del tempo suo, per tutta Grecia eletti.

14
I Cretesi, in quel tempo che cacciato
il crudo Idomeneo del regno aveano,
e per assicurarsi il nuovo stato,
d’uomini e d’arme adunazion faceano;
fero con bon stipendio lor soldato
Falanto (così al giovine diceano),
e lui con tutti quei che seco avea,
poser per guardia alla città Dictea.

15
Fra cento alme città ch’erano in Creta,
Dictea più ricca e più piacevol era,
di belle donne ed amorose lieta,
lieta di giochi da matino a sera:
e com’era ogni tempo consueta
d’accarezzar la gente forestiera,
fe’ a costor sì, che molto non rimase
a fargli anco signor de le lor case.

16
Eran gioveni tutti e belli affatto
(che ‘l fior di Grecia avea Falanto eletto):
sì ch’alle belle donne, al primo tratto
che v’apparir, trassero i cor del petto.
Poi che non men che belli, ancora in fatto
si dimostrar buoni e gagliardi al letto,
si fero ad esse in pochi dì sì grati,
che sopra ogn’altro ben n’erano amati.

17
Finita che d’accordo è poi la guerra
per cui stato Falanto era condutto,
e lo stipendio militar si serra,
sì che non v’hanno i gioveni più frutto,
e per questo lasciar voglion la terra;
fan le donne di Creta maggior lutto,
e per ciò versan più dirotti pianti,
che se i lor padri avesson morti avanti.

18
Da le lor donne i gioveni assai foro,
ciascun per sé, di rimaner pregati:
né volendo restare, esse con loro
n’andar, lasciando e padri e figli e frati,
di ricche gemme e di gran summa d’oro
avendo i lor dimestici spogliati;
che la pratica fu tanto secreta,
che non sentì la fuga uomo di Creta.

19
Sì fu propizio il vento, sì fu l’ora
commoda, che Falanto a fuggir colse,
che molte miglia erano usciti fuora,
quando del danno suo Creta si dolse.
Poi questa spiaggia, inabitata allora,
trascorsi per fortuna li raccolse.
Qui si posaro, e qui sicuri tutti
meglio del furto lor videro i frutti.

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