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Riassunto canto 10 (X) del poema Orlando Furioso

Appena vide piangere la figlie del re di Frisia per la morte del proprio padre, Bireno subito se ne innamora e la ragazza, appena quattordicenne, prende subito il posto di Olimpia nel suo cuore. Quest’ultima gli risulta invece all’improvviso insopportabile, ma lui non lo dà a vedere ed anzi si comporta come  se gli interessasse solo la sua felicità.
Nessuno si accorge del cambiamento: le carezze che lui fa alla sua nuova amata vengono interpretate come un gesto di pietà e bontà, e per questo viene lodato.

Partono per nave alla volta della patria di Bireno, l’isola Zeeland, ma dopo tre giorni di tempesta raggiungono un’isola sconosciuta. Bireno ed Olimpia si accampano sulla spiaggia e lui, approfittando del sonno profondo di lei, torna di corsa sulla nave e riparte, abbandonandola.
Olimpia si risveglia così sola; non può fare altro che guardare la nave che si allontana sempre più e inveisce contro il crudele Bireno.
Si accorge di non avere nessuna via di scampo; se anche arrivasse una nave a metterla in salvo, non sa dove poter andare, dal momento che aveva consegnato il suo regno, l’Olanda, nelle mani di Bireno e non le rimaneva più alcuna ricchezza, avendo speso tutto per toglierlo di prigione.

Ruggiero, sotto il cocente sole di mezzogiorno, continua il suo viaggio verso il regno di Logistilla; è stanco, assetato e le armi che ha indosso sono infuocate. All’ombra di una torre riconosce tre donne della corte di Alcina intente a banchettare. Le donne gli offrono da bere e gli chiedono di abbandonare il suo viaggio per unirsi a loro, ma lui rifiuta l’invito, temendo che Alcina stia ormai per raggiungerlo.
Una delle donne si infuria e lo minaccia ed insulta in ogni modo, lui però non risponde a quelle provocazioni così vili.

Il cavaliere giunge infine allo stretto che separa le terre di Logistilla dal regno di Alcina. Trova ad aspettarlo un vecchio su una imbarcazione pronta a salpare e subito partono per raggiungere l’altra riva.
Sopraggiunge la flotta di Alcina con a bordo la stessa maga. Il vecchio prende subito lo scudo magico di Atlante, lo scopre ed così abbaglia gli avversari, facendoli cadere svenuti. Nel frattempo si accorge dei nemici anche un soldato di Logistilla, dà l’allarme ed iniziano a piovere dardi sugli avversari. Viene  allestita anche la flotta ed in un attimo è subito battaglia.
La maga Alcina è costretta infine a fuggire a bordo dell’unica nave che le rimane. Passerà i successivi giorni a piangere la perdita dell’amante ed a disperarsi perché, in quanto fata, non può morire.

Ruggiero raggiunge la bellissima roccaforte di Logistilla; le gemme che la adornano hanno in particolare il poter di specchiare l’anima degli uomini, facendo vedere ad ognuno le proprie virtù ed i propri vizi.
Il cavaliere viene accolto con grandi onori. Ritrova Astolfo nel castello e successivamente arriveranno anche tutti gli altri precedenti amanti della maga Alcina, liberati ora da Melissa.

Logistilla insegna a Ruggiero a comandare l’ippogrifo ed appena il cavaliere è pronto, lo fa tornare in Aquitania, a Dordona, dove si trova l’amata Bradamante. Il cavaliere non ripercorre la via dell’andata (dalla Spagna fino alle coste dell’India sorvolando l’oceano) ma prosegue ad occidente, compiendo così il giro del mondo. Spinto dal desiderio di visitare il mondo, arriverà solo dopo mesi in Inghilterra ed atterrerà quindi una mattina a Londra.

Ruggiero vede riunito un immenso esercito di cavalieri provenienti dall’Irlanda, dalla Scozia, dall’Inghilterra e da ogni isola vicina, con in testa Rinaldo. Si stratta del rinforzo chiesto da re Carlo, che si sta dirigendo in parata al porto per imbarcarsi per la Francia.
Un cavaliere indica a Ruggiero ogni singola componente dell’esercito e tra i vari personaggi si sofferma su Leonetto, nipote del re Ottone d’Inghilterra, e Zerbino, figlio del re di Scozia.

Ruggiero riprende quindi il volo e si dirige poi verso Irlanda. Durante il suo viaggio, volando a bassa quota, scorge su una isola, Ebuda, la bella Angelica incatenata nuda ad uno scoglio. Il cavaliere crede di vedere una statua, ma poi si accorge delle lacrime che ne rigano il volto.
Si avvicina alla donna e le chiede chi sia stato ad incatenarla. Mentre Angelica sta per iniziare a raccontare le proprie vicende, emerge dal mare la mostruosa orca.
Ruggiero la colpisce con la propria lancia ma la pelle del mostro è più dura di un sasso. Si innalza poi in volo ed inseguito dall’orca, tenta di colpirla con maggiore efficacia. Ogni tentativo è inutile ed infine Ruggiero, messo al dito di Angelica l’anello magico che aveva ricevuto da Melissa, scopre lo scudo e fa svenire il mostro che rimane quindi rovesciato in mare.
Il cavaliere libera Angelica, la fa salire sul cavallo alato e vola con lei in cielo.
Atterranno su una vicina spiaggia della Bretagna e Ruggiero, preso dalla passione (era ormai anche lui vittima della bellezza di Angelica ed in aggiunta la donna era completamente nuda), inizia a togliersi l’armatura.

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