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Riassunto canto 12 (XII) del poema Orlando Furioso

Mentre Orlando è in viaggio alla ricerca di Angelica, sente le urla di una donna in pericolo, sguaina la propria spada e corre in suo aiuto.
Il paladino vede passare al galoppo un cavaliere misterioso con in braccio una donna, contro la sua volontà, che ad Orlando sembra Angelica. Il duca si lancia al suo inseguimento con Brigliadoro e raggiunge infine, uscito dal bosco, un vasto prato con al centro un bellissimo castello, all’interno delle cui mura è entrato il misterioso cavaliere.
Orlando smonta da cavallo, entra nelle stanze del castello e controlla ogni piano senza riuscire a trovare né il cavaliere né l’amata.
Incontra nel castello Ferrù, Bradimarte, re Gradasso, re Sacripante ed altri cavalieri, ognuno accusa il padrone del palazzo di avergli rubato qualcosa di prezioso e si muove invano alla sua ricerca.

Non riuscendo a trovare quello che cercava, Orlando esce nel prato circostante ma subito vede Angelica ad una finestra e sente le donna chiedergli aiuto. Torna nel castello e continua la ricerca; la voce di lei proviene sempre da un luogo diverso, sempre da tutt’altra parte rispetto a quella dove si trova lui.

Nell’inseguimento del gigante che aveva rapito Bradamante, anche Ruggiero giunge al castello nel quale era entrato poco prima Orlando. Inizia anche lui le ricerche dell’amata in ogni stanza del castello, anche lui senza successo, anche lui decide di uscire per continuare la ricerca altrove ma anche lui subito viene richiamato indietro dalle grida di aiuto della persona cercata.

Sono tutti vittima del nuovo incantesimo di Atlante, che dopo il castello d’acciaio e dopo l’isola della maga Alcina, cerca ora di tenere impegnato il proprio protetto in questo nuovo castello finché non venga vanificato l’influsso negativo degli astri che avevano predetto la sua morte.
Il mago aveva deciso di condurre in quel posto anche tutti i valorosi cavalieri che avrebbero potuto uccidere Ruggiero.

Angelica intanto, decisa a ritornare in India, è alla ricerca di Orlando o di Sacripante così da poter avere adeguata guida per il proprio viaggio.
Con l’anello magico in bocca, quindi invisibile a tutti, giunge infine anche lei al castello di Atlante e vi entra. Incontra Sacripante ed Orlando e vede come vengono ingannati dall’incantesimo con finte immagini di lei.
Tra i due cavalieri decide di prendere Sacripante come sua guida, per il semplice motivo che ritiene di poterlo più facilmente liquidare quando non ne avrà più bisogno. Si toglie quindi l’anello di bocca e lo infila al dito: annulla l’incantesimo di Atlante ed appare alla vista del paladino. In quel momento sopraggiungono però anche Orlando e Ferraù (anche questo alla ricerca di lei).
Angelica, vista la situazione, fugge dai tre amanti che prontamente riprendono i propri cavalli e la inseguono. Lei si infila nuovamente l’anello in bocca e torna ad essere invisibile.

I tre cavalieri, stupiti (e derisi per questo) per aver visto scomparire Angelica, iniziano a litigare. Ferrù dichiara apertamente di non portare nessun elmo perché interessato soltanto, come promesso ad Argalia, a quello del paladino Orlando, senza averlo riconosciuto costui nel cavaliere che ha di fronte.
Il cavaliere spagnolo, spavaldo, sostiene anche di avere già incontrato molte volte il conte e di averlo ogni volta messo alle strette, ma non di aver voluto allora prendergli le armi.
Acceso d’ira, Orlando rivela la propria identità, si toglie l’elmo e si lancia nel combattimento con lo spagnolo.
Il duello è crudele, ma entrambi sono stati resi invulnerabili da un incantesimo. Ferrù può essere ferito solo all’ombelico ed Orlando solo sotto le piante dei piedi, tutto il resto dei loro corpi è più duro del diamante e portavano quindi l’armatura solo per ornamento.
Angelica è l’unica testimone del combattimento perché Sacripante, approfittando della situazione, è ripartito a cavallo alla ricerca di lei.

Angelica, per fare dispetto ad entrambi i rivali e curiosa della loro reazione, ruba l’elmo di Orlando con l’intenzione di tenerlo per poco e restituirlo appena possibile.
Orlando e Ferrù si rendono conto della sparizione dell’elmo, accusano Sacripante di quel gesto e subito corrono al suo inseguimento. Seguendo tracce diverse, Orlando rifà il percorso di Sacripante e Ferraù invece quello di Angelica.

Angelica nel frattempo si era fermata ad una fonte per riposarsi ed aveva lasciato incustodito l’elmo. Quando vede giungere Ferraù, riprende subito la fuga e rimette l’anello in bocca per scomparire alla vista del cavaliere. Il pagano vede la donna sparire, la cerca inutilmente ed infine torna alla fonte, dove può prendere l’elmo tanto desiderato e infilarselo in testa. Torna quindi all’accampamento spagnolo presso Parigi.

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