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Riassunto canto 30 (XXX) del poema Orlando Furioso

Orlando abbandonerà infine la cavalla morta e si impadronirà di volta in volta di altri cavalli uccidendone i padroni. Saccheggerà e distruggerà quasi completamente Malaga. A Gibilterra cercherà anche di attraversare il mare, per raggiungere l’Africa, in sella al proprio ultimo cavallo e, morto l’animale, si salverà per miracolo raggiungendo a nuoto Ceuta.
Giunse infine nei pressi di un immenso accampamento di guerrieri.

Tornando invece all’accampamento saraceno nei pressi di Parigi, re Agramante e re Marsilio cercano invano di mettere pace tra Mandricardo, fresco vincitore di Doralice, re Gradasso e Ruggiero, così da evitare ogni ulteriore lite. Infine si decide di estrarre a sorte lo sfidante di Mandricardo e di assegnare a quell’unico combattimento sia la sorte della spada Durindana, voluta da re Gradasso, ma posseduta da Mandricardo, che lo stemma con l’aquila bianca, posseduta e contesa da Ruggiero e Mandricardo. La sorte decide che lo sfidante sia Ruggiero.

Consapevole del fatto che quel duello non può che danneggiare l’esercito pagano, re Agramante cerca di convincere i due guerrieri a rimandare l’incontro almeno dopo la sconfitta di re Carlo. Ogni tentativo è però ancora una volta inutile.
La stessa Doralice cerca per tutta la notte di convincere il proprio amante ad abbandonare la contesa per amore di lei. Sarebbe anche riuscita nell’intento, ma giunge infine il giorno e dal campo di battaglia arriva a loro il rumore del corno di Ruggiero. Mandircardo si veste in tutta fretta ed inizia così lo scontro tra i due valorosi cavalieri.

Le lance vanno in frantumi al primo scontro. Prese in pugno le spade i due cominciano a percuotersi violentemente. Mandricardo ferisce Ruggiero ed il pubblico, tutto schierato dalla parte di questo ultimo, teme il peggio. Il cavaliere si riprende però subito e colpisce in testa Mandricardo con tanto forza da lasciarlo stordito. All’assalto successivo Ruggiero ferisce ad entrambi i fianchi Mandricardo, la cui armatura incantata, appartenuta in precedenza ad Ettore, perde ogni potere contro la spada Balisarda.
Mantricardo, acceso d’ira, lancia lo scudo a terra ed afferra con entrambe le mani la spada per colpire Ruggiero e lo ferisce così ad una gamba. Il cavaliere reagisce sferrando un colpo di punta là dove l’avversario aveva prima lo scudo, raggiunge il suo cuore e lo uccide. Mandricardo poco prima di morire colpisce al capo Ruggiero che cade per primo a terra. Sembra Mandricardo il vincitore, ma è Ruggiero il solo a rialzarsi e tutti corrono a festeggiare il vincitore.
Re Agramante fa curare Ruggiero nella proprie tende. Gli fa dono dell’armatura e del cavallo (Brigliadoro, in realtà di Orlando) appartenuto a Mandricardo. La spada Durindana (di Orlando) viene invece consegnata, come deciso inizialmente, a re Gradasso.

Tornando da Bradamante, la donna ricevette da Ippalca, tornata a Montalbano, notizie di Ruggiero ed anche la lettera scritta dall’amato. Bradamante è disperata. Nonostante la promessa del cavaliere di partire da Parigi al massimo entro venti giorni, teme di non riuscire più ad incontrarlo; si dispiace anche che lui abbia preferito andare in aiuto dei suoi nemici (il padre di Agramante aveva ucciso il padre di Ruggiero) piuttosto che raggiungerla. Anche grazie al conforto di Ippalca, la donna rimane comunque a Montalbano ad aspettare il ritorno dell’amato.
Il cavaliere, costretto a letto per le ferite ricevute, non riuscirà però a rispettare il patto, a tornare da lei entro venti giorni. Bradamante non vede tornare il proprio amato, viene a sapere da Ricciardetto delle imprese da lui compiute e del fatto che si era diretto a Parigi insieme a Marfisa, donna tanto bella e valorosa, ed inizia a temere anche per l’amore di lui.

Rinaldo (cugino di Bradamante e Ricciardetto) giunge un giorno a Montalbano, durante il suo ennesimo viaggio alla ricerca di Angelica, per incontrare Viviano e Malagigi dopo aver saputo della loro liberazione. Il paladino si allontana quindi per dirigersi a Parigi; Ricciardetto, Malagigi, Viviano ed altri suoi parenti lo seguono, non Bradamante, che decide di rimanere ancora in attesa dell’amante e finge pertanto una malattia.

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