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La trama del poema Orlando Furioso

Astolfo giunge in Etiopia in sella all’Ippogrifo ed aiuta il re Senapo a liberarsi dalle Arpie utilizzando il suo corno incantato. Volando dietro ai mostri alati fuggiti dall’Inferno, il paladino raggiunge il monte della luna e quindi la sua sommità: il paradiso terrestre. Ad aspettarlo c’è San Giovanni che gli comunica che la sua missione è quella di restituire il senno ad Orlando, tolto a lui da Dio come punizione per non aver saputo difendere il popolo cristiano. Astolfo e l’evangelista si recano quindi sulla luna e nel luogo dove si trovano le cose perdute sulla terra, il paladino trova il proprio senno e quello del conte Orlando. Dopo aver osservato l’attività delle tre Parche e del Tempo, il paladino fa infine ritorno sulla terra.

Nel suo viaggio verso Arles Bradamante incontra Fiordiligi e decide di prestarle aiuto per liberare l’amato Brandimarte. Grazie all’aiuto della lancia incantata, Rodomonte viene sconfitto ma il paladino non c’è più, è già stato inviato in Africa come prigioniero. Le due donne si recano quindi ad Arles e Bradamante incarica la compagnia di riconsegnare Frontino a Ruggiero e di chiedere al cavaliere saraceno di uscire dalla città per sfidarla. Prima di Ruggiero esce a sfidare il misterioso Marfisa. Tra le due donne inizia un violento scontro che scatena un nuovo combattimento tra cristiani e pagani. Ruggiero ha capito che il cavaliere misterioso è Bradamante, infuriata per aver aspettato invano il suo arrivo, e convince quindi la donna a raggiungere un luogo appartato per parlare. I due raggiungono un sepolcro eretto in mezzo ad un bosco ma arriva poi anche Marfisa ed il duello riprende, coinvolgendo anche il cavaliere saraceno. Il confronto violento viene interrotto dallo spirito del mago Atlante (il sepolcro è la sua tomba) che comunica a Ruggiero e Marfisa che sono fratelli gemelli. Saputo dal cavaliere che il loro padre era stato ucciso dal padre di re Agramante, Marfisa si dichiara cristiana ed obbliga il fratello a fare altrettanto. L’uomo promette però soltanto di approfittare della prima occasione buona per abbandonare l’esercito pagano. Sentito il pianto di una donna ed ascoltata la storia di Marganorre ed il suo odio per le donne, i tre guerrieri non esitano ad intervenire per punire il malvagio e porre fine ad ogni sopruso. Ruggiero torna infine ad Arles e le due donne si recano all’accampamento cristiano. Marfisa mette le sue armi al servizio di re Carlo e viene quindi battezzata.

Astolfo torna nuovamente in Etiopia e seguendo le indicazioni ricevute da San Giovanni, conduce l’esercito etiope per tutta l’Africa muovendo guerra ai pagani rimasti in patria. Lo scontro è impari ed in breve i saraceni sono costretti a rifugiarsi nella città di Biserta.

Saputo delle varie vittorie ottenute in Africa dai cristiani, re Agramante vuole porre fine al più presto alla guerra in Europa. Viene quindi deciso di rimettere le sorti della contesa in un unico duello tra Ruggiero e Rinaldo. I due cavalieri giurano di servire l’esercito avversario, se qualcuno dei loro dovesse intervenire nel combattimento.
Durante il duello tra i due cavalieri Melissa assume le sembianze di Rodomonte e convince re Agramante ad intervenire rompendo i patti. Inizia una nuova feroce battaglia e l’esercito saraceno viene messo in fuga, si rifugia nella città di Arles, si imbarca ed abbandona quindi l’Europa. Mentra sta per raggiungere l’Africa, la flotta viene però assaltata dalle navi cristiane comandate da Dudone. Solo re Agramante e re Sobrino riescono a salvarsi su di una scialuppa.

Nel frattempo in Africa sbarca al porto di Biserta la nave carica di tutti i cavalieri fatti prigionieri da Rodomonte che vengono subito liberati. Tra i cristiani liberati c’è anche Brandimarte che può così riabbracciare Fiordiligi. Nel mezzo dei festeggiamenti per la liberazione, arriva all’accampamento Orlando e semina il panico. Tutti i paladini di re Carlo gli si gettano addosso e riescono a immobilizzarlo. Astolfo può così restituirgli il senno. Il successivo assalto a Biserta si risolve con una facile vittoria dell’esercito cristiano.

L’imbarcazione che conduce in salvo re Agramante e re Sobrino viene sorpresa da una tempesta ed è obbligata ad approdare sull’isola siciliana di Lampedusa. La stessa sorte era capitata in precedenza a re Gradasso. I tre re saraceni decidono ancora una volta di affidare le sorti della guerra ad un duello: loro tre contro Orlando, Oliviero e Brandimarte.

Tornando in Francia, Ruggiero viene a sapere che è stato Agramante a interrompere il suo duello con Rinaldo, non mantiene però il giuramente dato e decide di imbarcarsi per raggiungere in Africa il re pagano. La nave del saraceno viene però sorpresa da una tempesta, il cavaliere abbandona le sue armi sull’imbarcazione e riesce solo per miracolo a salvarsi su di uno scoglio (quando giura la sua fede cristiana). Ruggiero incontra sull’isola un eremita che gli insegna le basi della religione e lo battezza.

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