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La trama del poema Orlando Furioso

Astolfo e Isabella, giungono nei luoghi dove è scoppiata la pazzia di Orlando nello stesso momento in cui vi giungono anche Firodiligi e poi Mandircardo. Il saraceno non esita ad impossessarsi della spada abbandonata dal conte, Zerbino interviene con coraggio, ma viene ucciso. Isabella è sul punto di uccidersi, ma viene salvata all’ultimo da un eremita che si propone di condurla in un monastero.

Mandricardo e Rodomonte si incontrano ad una fonte e subito danno luogo ad un terribile duello per il possesso di Doralice. Un messaggero di re Agramante ferma però il combattimento e chiede ai due di fare ritorno a Parigi.

Ruggiero giunge nel frattempo in soccorso del giovane condannato a morte da re Marsilio, lo salva e scopre così che si tratta del fratello di Bradamante, di nome Ricciardetto. I due si recano poi insieme nel castello di Aldighieri e Ruggiero accetta di dare aiuto a quest’ultimo per salvare i sue due fratelli fatti prigionieri da Ferraù e destinati ad essere venduti ai Maganza. Grazie anche all’aiuto di Marfisa, giunta sul posto in cerca di un duello, l’impresa viene compiuta facilmente. Mentre Ruggiero, Marfisa e gli altri del seguito sono presso una fonte a festeggiare, Ippalca arriva ed informa il saraceno dei fatti. Arrivano subito dopo anche Mandricardo e Rodomonte ed inizia una confusa contesa con Ruggiero e Marfisa. I quattro cavalieri si recano infine a Parigi aprendosi a forza la strada tra le schiere cristiane messe ad assedio dell’accampamento nemico. L’esercito di re Carlo, privo dei più valorosi cavalieri, è costretto a tornare nuovamente tra le mura della città.

Marfisa, Rodomonte, Mandricardo e Ruggiero espongono a re Agramante le loro ragioni e chiedono di poter combattere per farle valere. Grazie all’aiuto della Discordia (chiamata dall’arcangelo Michele) la lite tra i quattro si allarga anche ad altri valorosi cavalieri saraceni. Il duello tra Mandricardo e Rodomonte per Doralice è subito risolto: la donna sceglie il primo ed il secondo abbandona l’esercito. Allontanatosi da Parigi, Rodomonte si ferma a vivere in un paese abbandonato, dal quale passa un giorno anche Isabella e l’eremita al suo seguito. Il violente saraceno si libera dell’uomo ed uccide anche involontariamente e stupidamente la donna. Rodomonte è disperato per questo suo omicidio e decide quindi di costruire un monumento funebre alla memoria di lei e di Zerbino, donando loro le armi di chiunque si presenterà sul posto.

Proseguendo il suo folle viaggio, Orlando prima si scontra con Rodomonte presso il monumento funebre e getta nel fiume l’avversario, poi, raggiunta la costa spagnola, incontra anche Medoro ed Angelica, e solo grazie all’anello magico di lei non riesce a fare del male ad entrambi. Il paladino raggiunge infine l’Africa.

Nell’accampamento saraceno ha luogo il duello tra Ruggiero e Mandricardo ed è quest’ultimo ad avere la peggio ed a rimanere morto. Ruggiero è però ferito gravemente, è costretto a letto per un lungo periodo ed è quindi impossibilitato a raggiungere l’amata Bradamante.

Rinaldo fa nel frattempo ritorno a Parigi insieme ad un seguito di settecento cavalieri. Nel suo viaggio incontra anche il fratello Guidon Selvaggio, Grifone, Aquilante e Sansonetto che subito si uniscono alla spedizione. Mentre il gruppo di guerrieri guidati da Rinaldo assaltano la retroguardia saracena, Fiordiligi incontra l’amato Brandimarte e gli racconta quanto accaduto ad Orlando. Entrambi raggiungono subito il ponte dove Rodomonte è solito sfidare i suoi avversari. Il cavaliere cristiano viene però sconfitto e fatto prigioniero.

A Parigi l’esercito di re Carlo ha la meglio su quello di re Agramante, che è quindi costretto a ritirarsi nella città di Arles. L’unico pagano ad attardarsi nella fuga è re Gradasso che, interessato al cavallo Baiardo di Rinaldo, fissa un duello per il giorno dopo con il paladino.

Dopo aver atteso invano l’arrivo dell’amato ed ingelosita dalle notizie su una possibile storia d’amore tra Ruggiero e Marfisa, Bradamante decide infine di fare ritorno a Parigi.

Il duello tra re Gradasso e Rinaldo si svolge presso ad una fonte ma è subito interrotto da Malagigi. Il mago invoca con un incantesimo un mostro alato che fa scappare il cavallo Baiardo, oggetto del contendere. Il destriero viene ritrovato da re Gradasso ed il saraceno si imbarca subito dopo per fare ritorno in patria, sarà però sorpreso da una tempesta.

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