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LA CORONA di Luigi Pirandello | Testo

Poco dopo, ella era pronta. Ah, per questo lo ubbidiva sempre, buona buona; faceva sempre ciò che egli voleva e com’egli voleva: soltanto sul cuore di lei, eh, lì no, egli non aveva alcun potere. Una timida opposizione aveva tentato appena: – Giusto oggi? – ma pure, ecco, con tutta l’angoscia che in quel giorno doveva aver dentro, aveva ubbidito, era pronta ad andare a passeggio, in campagna, dove lui voleva.
Uscirono; attraversarono per un tratto a piedi il paese, poi egli prese a nolo una vettura, e ordinò al vetturino di fermarsi davanti la villetta comunale. Qua, smontò lui solo, pregando la moglie d’attenderlo un poco. Quando, dopo circa un quarto d’ora, ella, già turbata e costernata, lo vide ridiscendere dalla villetta, seguito dal giardiniere che reggeva su le braccia la corona, fu per mancare. Ma egli la sostenne con lo sguardo.
– A1 camposanto! – ordinò al vetturino, rimontando subito in carrozza.
Appena questa si mosse, ella ruppe in un pianto irrefrenabile, recandosi il fazzoletto sugli occhi e sulla bocca.
– Non piangere, – diss’egli allora, piano. – Non ho voluto dirti nulla a casa; non vorrei dirti nulla neanche adesso. Ti prego, non piangere. L’ho saputo per caso. M’ero recato là alla villetta a passeggiare; e il giardiniere me l’ha detto, credendo che l’avessi ordinata io, questa corona. Non piangere, su! Andiamo a deporla insieme, vedi?
Ella stette con gli occhi nascosti nel fazzoletto, finché la vettura non si fermò davanti al cancello del camposanto.
Egli la ajutò a scendere, poi prese la corona ed entrò con lei nel recinto.
– Sai, dov’è?
Ella fe’ cenno di no, col capo.
– Vieni! – diss’egli, incamminandosi per il primo viale a manca, e guardando a una a una tutte le tombe, che vi erano allineate
Era la penultima di quel viale. Egli allora si scoprì il capo, depose la corona su la pietra tombale, si ritrasse pian piano e, senza farsi scorgere da lei, s’allontanò, come per darle tempo di recitare una preghiera. Ma ella restò lì, muta, senza poter nemmeno staccare il fazzoletto dagli occhi. Non un pensiero, non una lagrima per il morto. Come smarrita, si voltò a un tratto a cercare il marito, lo chiamò, come finora non l’aveva mai chiamato; gli s’appese al braccio, convulsa:
– Perdonami! Perdonami! Portami via!

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