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BENEDIZIONE di Luigi Pirandello | Testo

Ma guardate se queste eran cose da dire alla povera sorella d’un povero curato, che non dava fastidio neanche all’aria! Mah.. E don Marchino s’insaccava nelle spalle, apriva a ventaglio davanti al petto le mani, e, contraendo gli angoli della bocca, ripeteva:
– Io non so com’è la gente…
Ebbe più che mai ragione di ripetere questa sua abituale esclamazione, il giorno che scese a Nocera per il mercato del bestiame.
Non aveva né da comperare né da vendere; andava soltanto per vedere e sentire; gli scadeva quell’anno il contratto coi coloni della cura, di cui era scontento; aveva già dato voce che per l’anno nuovo si sarebbe messo con altri; ora il tempo era venuto; e là alla fiera, tra la gente di campagna accorsa da tutti i dintorni, voleva sapere chi comperava e chi vendeva, e i discorsi che si facevano su questo e su quello
Proprio coloro che in chiesa non si vedevano mai, oh, neppure per le feste principali, lo accusarono quel giorno d’aver lasciato la cura per andare braccando alla fiera fino alla calata del sole. Ma questo fu niente. Quand’era già montato sul biroccino per ritornarsene a Stravignano, con tutto quel ventaccio che s’era levato all’improvviso, gli si fece incontro una certa Nunziata, con un ragazzo di circa otto anni sulle braccia e una capretta dietro, gridando che le desse ajuto per amor di Dio.
Da ragazzina, tanti e tanti anni fa, questa Nunziata aveva prestato servizio alla cura: sotto gli occhi di don Marchino s’era fatta la più bella giovine di Stravignano, e don Marchino avrebbe voluto darla in moglie al figliuolo del suo vecchio colono d’allora, buon ragazzone che se n’era innamorato. Ma tutt’a un tratto, senza volerne dire la ragione, ella aveva voltato le spalle a questo giovine e si era sposata con uno del prossimo villaggio di Sorìfa. Erano ormai passati nove anni: don Marchino aveva già mutato quattro coloni, stava per mutare il quinto, e di Nunziata, uscita dalla sua parrocchia, non s’era più dato pensiero. A Stravignano dapprima avevano detto ch’ella a Sorìfa stava bene, che il marito era un buon lavoratore; poi avevano cominciato a dire che stava male, perché al marito era venuta una brutta malattia alle reni per via d’un ramo che gli s’era sciancato sotto mentre lo potava. Pareva che il male gli avesse covato dentro e poi dato fuori in tanto gonfiore alle gambe, per cui il medico gli aveva proibito di lavorare e consigliato di starsene a letto ben guardato e di nutrirsi di solo latte. Bei consigli da dare a uno che campava con le sue braccia!
Stentò a riconoscerla, don Marchino, lì a Nocera, come una mendica, coi piedi scalzi e quella vesterella che faceva più compassione, perché voleva parer nuova. Ma la somara, tra il vento furioso, tra il rimescolìo della gente e delle bestie che s’affrettavano al ritorno sotto la minaccia di una grossa burrasca, s’era più che mai stizzita e non voleva più stare alle mosse; sicché appena Nunziata chiese per carità che don Marchino si togliesse sul biroccio fino a Stravignano quel ragazzo che non le si reggeva più in piedi, malato anch’esso, peggio del padre, che poi ella più tardi, passando per lo stradone per ritornare a Sorìfa se lo sarebbe ripreso; don Marchino, che faceva sforzi erculei per trattener la somara, provò un dispetto feroce, e sgranando tanto d’occhi, le gridò:
– Ma ti pare, figliuola mia!
Gli crebbe il dispetto, quando alcuni curiosi, che s’eran fermati a guardare, pensarono bene di tener ferma e quieta la somara, perché egli avesse agio d’ascoltare quel che voleva da lui quella povera donna così avvilita; e poi, ostinandosi egli nel rifiuto con la scusa delle smanie stizzose della somara, gli gridarono che se ne doveva vergognare, perdio, un sacerdote! La somara? ma che somara! Là, due belle frustate! due buone strappate di briglia! Quella poveretta… quel povero piccino… ma lo guardasse, giallo come la cera! e quella capra… oh, Dio, che aveva? le si potevano contar le ossa… Ah, da Sorìfa? se l’era portata giù da Sorìfa a piedi, per cercare di venderla? quanto? nove scudi? ah, nove scudi l’aveva comperata!… adesso, neanche mezzo scudo…
Non era proprio il caso per don Marchino di esclamare: « Io non so com’è la gente »?

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