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DONNA MIMMA di Luigi Pirandello | Testo

Non la finisce più donna Mimma: un torrente di lagrime irose, disperate, tra un precipizio di domande saltanti, balzanti. Il sindaco, dolente, vorrebbe arrestar quell’impeto; un po’ lo lascia sfogare; di nuovo si prova ad arrestarlo; – due anni passano presto; sì, è duro, certo; ma che insegnare! no! pro forma per avere quel pezzo di carta! per non darla vinta a questa ragazzaccia… – Poi, accompagnandola fino alla soglia dell’uscio, battendole una mano dietro le spalle, come un buon figliuolo, per esortarla a far buon animo, cerca di farla sorridere: via… via… come si smarrirebbe a Palermo, lei, che non passa giorno, ci va tre e quattro volte?
S’è tirato lo scialle nero sul fazzoletto celeste, donna Mimma e le sue manine stringono, di sotto, quello scialle nero sul volto per nascondere le lagrime. Bimbi, quel fazzoletto di seta celeste! – La santa poesia della vostra nascita, ecco, ha preso il lutto: se ne va a Palermo, senza lettiga bianca, a studiar meèutica, e la sepsi e l’antisepsi, l’estremo cefalico, l’estremo pelvi–podalico… Così vuole la legge. Donna Mimma piange; non se ne può consolare: sa leggere appena; si smarrirà tra l’irta scienza di quei dotti professori, là, a Palermo, dove ella tante volte è andata con la poesia della sua lettiga bianca.
– Signora mia, signora mia…
Un pianto, un pianto che spezza il cuore, presso ciascuna delle sue clienti, da cui va a licenziarsi, prima di partire. E in ogni casa, si china con le piccole mani tremanti (oh sì, ora le cava fuori senza più ritegno) a carezzar la testina bionda o bruna dei bimbi, e lascia tra quei riccioli, insieme coi baci, cader le lagrime, inconsolabilmente.
– Vado a Palermo… vado a Palermo.
E i bimbi, sbigottiti, la guardano, e non comprendono perché pianga tanto, questa volta, per andare a Palermo. Pensano che forse è una sciagura anche per loro, per tutti i bimbi che sono ancora là, da comperare.
Dicono le mamme:
– Ma noi v’aspetteremo!
Donna Mimma le guarda con gli occhi lagrimosi, tentenna il capo. Come può farsi quest’inganno pietoso, lei che sa bene com’è la vita?
– Signora mia, due anni?
E se ne parte col cuore spezzato, tirandosi lo scialle nero sul fazzoletto celeste.

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