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MARSINA STRETTA di Luigi Pirandello | Testo

– Dico al Municipio, allo stato civile, e poi in chiesa! Perché codesto matrimonio s’ha da fare, s’ha da fare ora stesso; o tu sei rovinata! Vedi come mi sono conciato per te? In marsina! E uno dei testimoni sarò io, come volevi tu! Lascia di qua la tua povera mamma; non pensare più a lei per un momento, non ti paja un sacrilegio! Lei stessa, la tua mamma, lo vuole! Da’ ascolto a me: va’ a vestirti! Io dispongo tutto di là per la cerimonia: ora stesso!
– No… no… come potrei? – gridò Cesara, ripiegandosi sul letto della madre e affondando il capo tra le braccia, disperatamente. – Impossibile, professore! Per me è finita, lo so! Egli se ne andrà, non tornerà più, mi abbandonerà… ma io non posso… non posso…
Il Gori non cedette; si chinò per sollevarla, per strapparla da quel letto; ma come stese le braccia, pestò rabbiosamente un piede, gridando:
– Non me n’importa niente! Farò magari da testimonio con una manica sola, ma questo matrimonio oggi si farà! Lo comprendi tu… – guardami negli occhi! – lo comprendi, è vero? che se ti lasci scappare questo momento, tu sei perduta? Come resti, senza più il posto, senza più nessuno? Vuoi dar colpa a tua madre della tua rovina? Non sospirò tanto, povera donna, questo tuo matrimonio? E vuoi ora che, per causa sua, vada a monte? Che fai tu di male? Coraggio, Cesara! Ci sono qua io: lascia a me la responsabilità di quello che fai! Va’, va’ a vestirti, va’ a vestirti, figliuola mia, senza perder tempo…
E, così dicendo, condusse la fanciulla fino all’uscio della sua cameretta, sorreggendola per le spalle. Poi riattraversò la camera mortuaria, ne serrò l’uscio, e rientrò come un guerriero nel salottino.
– Non è ancora venuto lo sposo?
I parenti, gl’invitati si voltarono a guardarlo, sorpresi dal tono imperioso della voce; e il Migri domandò con simulata premura:
– Si sente male la signorina?
– Si sente benone! – gli rispose il professore guardandolo con tanto d’occhi. – Anzi ho il piacere d’annunziare a lor signori che ho avuto la fortuna di persuaderla a vincersi per un momento, e soffocare in sé il cordoglio. Siamo qua tutti; tutto è pronto; basterà – mi lascino dire! – basterà che uno di loro… lei, per esempio, sarà tanto gentile – (aggiunse, rivolgendosi a uno degli invitati) – mi farà il piacere di correre con una vettura al Municipio e di prevenire l’ufficiale dello stato civile, che…
Un coro di vivaci proteste interruppe a questo punto il professore. Scandalo, stupore, orrore, indignazione!
– Mi lascino spiegare! – gridò il professor Gori, che dominava tutti con la persona. – Perché questo matrimonio non si farebbe? Per il lutto della sposa, è vero? Ora, se la sposa stessa…
– Ma io non permetterò mai, – gridò più forte di lui, troncandogli la parola, la vecchia signora, – non permetterò mai che mio figlio…
– Faccia il suo dovere e una buona azione? – domandò, pronto, il Gori, compiendo lui la frase questa volta.
– Ma lei non stia a immischiarsi! – venne a dirgli, pallido e vibrante d’ira, il Migri in difesa della madre.
– Perdoni! M’immischio, – rimbeccò subito il Gori, – perché so che lei è un gentiluomo, caro signor Grimi…
– Migri, prego!
– Migri, Migri, e comprenderà che non è lecito né onesto sottrarsi all’estreme esigenze d’una situazione come questa. Bisogna esser più forti della sciagura che colpisce quella povera figliuola, e salvarla! Può restar sola, così, senza ajuto e senz’alcuna posizione ormai? Lo dica lei! No: questo matrimonio si farà non ostante la sciagura, e non ostante… abbiano pazienza!
S’interruppe, infuriato e sbuffante: si cacciò una mano sotto la manica del soprabito; afferrò la manica della marsina e con uno strappo violento se la tirò fuori e la lanciò per aria. Risero tutti, senza volerlo, a quel razzo inatteso, di nuovo genere, mentre il professore, con un gran sospiro di liberazione seguitava:
– E non ostante questa manica che mi ha tormentato finora!
– Lei scherza! – riprese, ricomponendosi, il Migri.
– Nossignore: mi s’era scucita.
– Scherza! Codeste sono violenze.
– Quelle che consiglia il caso.
– O l’interesse! Le dico che non è possibile, in queste condizioni…
Sopravvenne per fortuna lo sposo.
– No! No! Andrea, no! – gli gridarono subito parecchie voci, di qua, di là.

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