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IL VIAGGIO di Luigi Pirandello | Testo

Adriana, che non aveva mai dato un passo fuori del paese natale, nel vederlo rientrare così nella vasta casa antica, ove il tempo pareva stagnasse in un silenzio di morte, provava ogni volta un segreto turbamento indefinibile.
Il cognato recava con sè l’aria d’un mondo, che lei non riusciva nemmeno a immaginare.
E il turbamento le cresceva, udendo le stridule risate del marito che di là ascoltava il racconto delle saporite avventure occorse al fratello; diventava sdegno, ribrezzo poi, la sera, allorché il marito, dopo quei racconti del fratello, veniva a trovarla in camera, acceso, sovreccitato, smanioso. Lo sdegno, il ribrezzo erano per il marito, e tanto più forti quanto più ella vedeva invece il cognato pieno di rispetto, anzi di riverenza per lei.
Morto il marito, Adriana aveva provato un’angoscia piena di sgomento al pensiero di restar sola con lui in quella casa. Aveva, sì, i due piccini che in quei quattro anni le erano nati; ma, benché madre, non era riuscita a superare’ di fronte al cognato, la sua nativa timidezza di fanciulla. Questa timidezza, veramente, non era stata mai in lei ritrosìa; ma ora sì; e ne incolpava il marito geloso, che l’aveva oppressa con la più sospettosa e obliqua sorveglianza.
Cesare Braggi, con squisita premura, aveva allora invitato la madre di lei a venirsene a stare con la figliuola vedova. E a poco a poco Adriana, liberata dall’esosa tirannia del marito, con la compagnia della madre, aveva potuto, se non acquistare al tutto la pace, tranquillare alquanto lo spirito. S’era dedicata con intero abbandono alla cura dei figliuoli, prodigando loro quell’amore e quelle tenerezze che non avevano potuto trovare uno sfogo nel matrimonio disgraziato.
Ogni anno Cesare aveva seguitato a fare il suo viaggio d’un mese nel Continente, recando doni al ritorno così a lei come alla nonna e ai nipotini, per i quali aveva sempre avuto le più delicate premure paterne.
La casa, senza il presidio d’un uomo, faceva paura alle donne, segnatamente la notte. Nei giorni ch’egli era assente, pareva ad Adriana che il silenzio, divenuto più profondo, più cupo, tenesse come sospesa sulla casa una grande ignota sciagura; e con infinito sbigottimento udiva stridere la carrucola dell’antica cisterna in capo all’erta via solitaria, se un soffio di vento veniva a scuoterne la fune. Ma poteva egli, per riguardo a due donne e a due piccini che in fondo non gli appartenevano, privarsi di quell’unico svago dopo un anno di lavoro e di noja? Avrebbe potuto non curarsi né tanto né poco di loro, vivere per sè, libero, poiché il fratello gli aveva impedito di formarsi una famiglia sua; e invece – come non riconoscerlo? – tolte quelle brevi vacanze, era tutto dedito alla casa e ai nipotini orfani.

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