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PUBERTA’ di Luigi Pirandello | Testo

– Present Time: I do not go, io non vado; thou dost not go, tu non vai; he does not go, egli non va.
Tutt’a un tratto, Mr. Walston si sentì intronare le orecchie da un grido e, sollevando gli occhi dal libro, vide stolzare la sua alunna, come se qualche cosa le fosse passata per le carni all’improvviso, e precipitarsi fuori del salotto urlando frenetica col viso nascosto tra le braccia. Stonato, col volto in fiamme, si guardava ancora attorno per raccapezzarsi, quando si vide davanti la vecchia nonna che quasi ballava, convulsa dallo sdegno, gridando parole incomprensibili. Tutto poteva immaginarsi il pover’uomo tranne che il sorriso vano, di smarrimento, nel suo faccione affocato, potesse in quel momento esser preso come un sorriso d’impudenza.
Si vide afferrare per il petto da un cameriere accorso alle grida e cacciare a spintoni fuori della porta, nel giardino. Ebbe appena il tempo d’alzare il capo a uno strillo che veniva dall’alto:
– Professore, mi prenda!
Intravide un corpo penzolante dal cornicione del villino: Dreetta scarmigliata, con gli occhi lampeggianti di follia, che serrava i denti, per terrore, e s’agitava come per riprendersi, pentita: poi, un riso lacerante, che rimaneva un attimo nell’aria, scia dell’orribile tonfo di quel corpo che s’abbatteva sfragellato ai suoi piedi.

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