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LA CASA DEL GRANELLA di Luigi Pirandello | Testo e riassunto

Perché dunque nella sola casa del Granella si erano verificate quelle paurose manifestazioni? Evidentemente, doveva esserci qualcosa di vero nella credenza popolare delle case abitate dagli spiriti. E poi c’era la prova di fatto. Negando nel modo piú assoluto la dote della medianità alla famiglia Piccirilli, egli avrebbe dimostrato falsa la spiegazione biologica, che alcuni scienziati schizzinosi avevan tentato di dare dei fenomeni spiritici. Che biologia d’Egitto! Bisognava senz’altro ammettere l’ipotesi metafisica. O che era forse medium, lui, Zummo? Eppure parlava col tavolino. Non aveva mai composto un verso in vita sua; eppure il tavolino gli parlava in versi, coi piedi. Che biologia d’Egitto!
Del resto, giacché a lui piú che la causa dei Piccirilli premeva ormai d’accertare la verità, avrebbe fatto qualche esperimento in casa dei suoi clienti.
Ne parlò ai Piccirilli; ma questi si ribellarono, impauriti. Egli allora s’inquietò e diede loro a intendere che quell’esperimento era necessario, per la lite, anzi imprescindibile! Fin dalle prime sedute, la signorina Piccirilli, Tinina, si rivelò un medium portentoso. Zummo, convulso, coi capelli irti su la fronte, atterrito e beato, potè assistere a tutte, o quasi, le manifestazioni piú stupefacenti registrate e descritte nei libri da lui letti con tanta passione. La causa crollava, è vero; ma egli, fuori di sé, gridava ai suoi clienti a ogni fine di seduta:
– Ma che ve n’importa, signori miei? Pagate, pagate… Miserie! Sciocchezze! Qua, perdio, abbiamo la rivelazione dell’anima immortale!
Ma potevano quei poveri Piccirilli condividere questo generoso entusiasmo del loro avvocato? Lo presero per matto. Da buoni credenti, essi non avevano mai avuto il minimo dubbio su l’immortalità delle loro afflitte e meschine animelle. Quegli esperimenti, a cui si prestavano da vittime, per obbedienza, sembravano loro pratiche infernali. E invano Zummo cercava di rincorarli. Fuggendo dalla casa del Granella, essi credevano d’essersi liberati dalla tremenda persecuzione; e ora, nella nuova casa, per opera del signor avvocato, eccoli di nuovo in commercio coi demonii, in preda ai terrori di prima! Con voce piagnucolosa scongiuravano l’avvocato di non farne trapelar nulla, di quelle sedute, di non tradirli, per carità!
– Ma va bene, va bene! – diceva loro Zummo, sdegnato – Per chi mi prendete? per un ragazzino? State tranquilli, signori miei! Io esperimento qua, per conto mio. L’uomo di legge, poi, saprà fare il suo dovere in tribunale, che diamine! Sosterremo il vizio occulto della casa, non dubitate!
V

Lo sostenne, difatti, il vizio occulto della casa, ma senz’alcun calore di convinzione, certo com’era ormai della medianità della signorina Piccirilli.
Invece sbalordì i giudici, i colleghi, il pubblico che stipava l’aula del tribunale, con una inaspettata, estrosa, fervida professione di fede. Parlò di Allan Kardech come d’un novello messia; definì lo spiritismo la religione nuova dell’umanità; disse che la scienza co’ suoi saldi ma freddi ordigni, col suo formalismo troppo rigoroso aveva sopraffatto la natura; che l’albero della vita allevato artificialmente dalla scienza, aveva perduto il verde, s’era isterilito o dava frutti che imbozzacchivano e sapevano di cenere e tosco, perché nessun calore di fede piú li maturava. Ma ora, ecco, il mistero cominciava a schiudere le sue porte tenebrose: le avrebbe spalancate domani! Intanto, da questo primo spiraglio all’umanità sgomenta, in angosciosa ansia, venivano ombre ancora incerte e paurose a rivelare il mondo di là: strane luci, strani segni…
E qui l’avvocato Zummo, con drammaticissima eloquenza, entrò a parlare delle piú meravigliose manifestazioni spiritiche, attestate, controllate, accettate dai piú grandi luminari della scienza: fisici, chimici, psicologi, fisiologi, antropologi, psichiatri; soggiogando e spesso atterrendo addirittura il pubblico che ascoltava a bocca aperta e con gli occhi spalancati.
Ma i giudici, purtroppo, si vollero tenere terra terra, forse per reagire ai voli troppo sublimi dell’avvocato difensore. Con irritante presunzione, sentenziarono che le teorie, tuttora incerte, dedotte dai fenomeni così detti spiritici, non erano ancora ammesse e accettate dalla scienza moderna, eminentemente positiva; che, del resto, venendo a considerar piú da vicino il processo, se per l’articolo 1575 il locatore è tenuto a garantire al conduttore il pacifico godimento della cosa locata, nel caso in esame, come avrebbe potuto il locatore stesso garantir la casa dagli spiriti, che sono ombre vaganti e incorporee? come scacciare le ombre? E, d’altra parte, riguardo all’articolo 1577, potevano gli spiriti costituire uno di quei vizii occulti che impediscono l’uso dell’abitazione? Erano forse ingombranti? E quali rimedii avrebbe potuto usare il locatore contro di essi? Senz’altro, dunque, dovevano essere respinte le eccezioni dei convenuti.
Il pubblico, commosso ancora e profondamente impressionato dalle rivelazioni dell’avvocato Zummo, disapprovò unanimemente questa sentenza, che nella sua meschinità, pur presuntuosa sonava come un’irrisione. Zummo inveì contro il tribunale con tale scoppio d’indignazione che per poco non fu tratto in arresto. Furibondo, sottrasse alla commiserazione generale i Piccirilli, proclamandoli in mezzo alla folla plaudente martiri della nuova religione.
Il Granella intanto, proprietario della casa, gongolava di gioia maligna
Era un omaccione di circa cinquant’anni, adiposo e sanguigno. Con le mani in tasca, gridava forte a chiunque volesse sentirlo, che quella sera stessa sarebbe andato a dormire nella casa degli spiriti – solo! Solo, solo, sì, perché la vecchia serva che stava da tant’anni con lui, grazie all’infamia dei Piccirilli, lo aveva piantato, dichiarandosi pronta a servirlo dovunque, foss’anche in una grotta, tranne che in quella povera casa infamata da quei signori là. E non gli era riuscito di trovare in tutto il paese un’altra serva o un servo che fosse, i quali avessero il coraggio di stare con lui. Ecco il bel servizio che gli avevano reso quegli impostori! E una casa perduta, come andata in rovina!
Ma ora egli avrebbe dimostrato a tutto il paese che il tribunale, condannando alle spese e al risarcimento dei danni quegli imbecilli, gli aveva reso giustizia. Là, egli solo! Voleva vederli in faccia questi signori spiriti!
E sghignazzava.

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