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Parafrasi COMPLETA canto 2 (II) del poema Orlando Furioso

60
E dopo che, alla fine, la situazione le sembrò sufficientemente chiara,
disse a Pinabello: “Cavaliere, concediti il riposo,
poiché il mio arrivo può ben essere a te gradito,
e questo giorno essere ritenuto fortunato.
Raggiungiamo quindi subito quella avara dimora,
che un così ricco tesoro ci tiene nascosto;
non sarà spesa invano questa fatica,
se la fortuna non mi sarà troppo nemica.”

61
Rispose il cavaliere: “Tu vuoi che io attraversi
nuovamente i monti e che ti mostri la via per il castello?
A me non interessa molto dover rifare inutilmente il cammino,
avendo perso ogni altro avere;
ma tu per sentieri a precipizio e pareti rocciose instabili
vai incontro alla prigione; sia come vuoi.
Non devi però poi lamentarti con me, dopo
che io ti ho avvertito e nonostante tutto vuoi andare in quel luogo.”

62
Così detto, Pinabello monta nuovamente in sella al suo destriero
e diviene quindi guida di quella donna coraggiosa,
che si mette in pericolo per ritrovare Ruggiero,
pericolo che quel mago la faccia prigioniera o che la uccida.
In quel momento, ecco giungere alle loro spalle un messaggero
che tutta la sua voce grida: “Aspetta, aspetta!”,
il messaggero dal quale Sacripante aveva saputo
essere stata lei a mandarlo lungo disteso.

63
A Bradamante il messaggero porta notizie
di Montpellier e Narbonne,
passate nelle mani degli spagnoli, avevano alzato le bandiere di Castiglia,
insieme a tutto il litorale di Aigues-Mortes, della Provenza;
e che Marsiglia, non essendoci Bradamante
a sua difesa, in modo non buono si infonde coraggio,
e consiglio e soccorso le domanda quindi
attraverso quel messaggero, ed a lei si affida.

64
Queste città e, per molte miglia, ciò che tutt’intorno
alla costa risiede tra il fiume Varo ed il fiume Rodano,
l’imperatore aveva dato a Bradamante, figlia del
duca Amone, nella quale riponeva la propria speranza e fiducia;
dato che il valore di lei, con meraviglia,
è solito rimirare, quando la vede maneggiare le armi.
Ora, come ho detto, per chiedere aiuto
quel messo era giunto da Marsiglia.

65
La giovane donna, incerta tra il sì ed il no,
ha qualche dubbio sul fatto di voler ritornare:
da una parte le pesa il proprio onore e dovere,
dall’altra la incalza la passione amorosa.
Decide infine di proseguire l’impresa appena iniziata
e di liberare quindi Ruggiero dal castello incantato;
ed se anche il proprio valore non dovesse riuscire in tale impresa,
spera almeno di poter rimanere accanto a lui nella prigionia.

66
Si scusò in un modo tanto convincente, che quel messaggero
sembrò rimanere comunque contento e tranquillo.
Quindi intraprese il proprio viaggio
con Pinabello, che non ne sembrò tanto contento;
seppe infatti che lei discendeva da quella stirpe, di Chiaromonte,
che tanto odiava sia privatamente che pubblicamente:
e già immagina la futura angoscia,
se lei fosse venuta a conoscenza della sua discendenza da Maganza.

67
Tra i casati di Maganza e Chiaromonte
c’era un antico odio ed una intensa inimicizia;
più volte si erano scontrati duramente,
spargendo sangue in grande quantità:
nel suo cuore, l’ingiusto conte
progetta o di tradire l’imprudente giovane;
oppure, non appena gli fosse capitata una buona opportunità,
di lasciarla sola, intraprendendo altra strada.

68
E la sua mente fu assorto nelle fantasie scaturite
dal nativo odio, dall’incertezza e dalla paura,
che senza accorgere smarrì la strada:
e si ritrovò in una selva oscura,
al centro della quale si ergeva un monta che culminava
con una vetta spoglia di dura pietra;
Bradamante, figlia del duca di Dordona,
lo segue sempre, mai lo abbandona.

69
Come Pinabello vide di essere giunto in un bosco,
pensò subito di liberarsi della donna.
Disse: “Prima che il cielo torni nuovamente a farsi minaccioso,
è meglio avvicinarsi e ripararsi sotto ad un albero.
Oltre quel monte, se l’ho effettivamente riconosciuto,
si trova, giù nella valle, un ricco castello.
Tu aspettami qui; che dalla cima nuda del monte
voglio poterne avere con i miei occhi la certezza.”

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