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Parafrasi COMPLETA canto 2 (II) del poema Orlando Furioso

50
Quando gli parve quindi il momento opportuno, indirizzo il destriero,
che chiuse le ali e scese in picchiata verso terra,
così come discende dal cielo il falcone addestrato,
vendendo levarsi in volo un’anitra od un colombo.
Con la lancia in posizione d’attacco, il cavaliere,
fendendo l’aria, giunge a terra con un orribile rombo.
Re Gradasso si è appena reso conto della picchiata,
che già si sente addosso il nemico che lo colpisce.

51
Il mago ruppe la propria lancia contro Gradasso,
questo non riuscì invece a colpire altro che vento ed aria:
per questo motivo, non ostacolato, il cavaliere volante non interruppe
il volo e poté allontanarsi da lì nuovamente.
Il duro scontro fece cadere a terra,
sul verde prato, il valoroso cavallo arabo.
Gradasso possedeva un cavallo arabo, il più bello
e il migliore che fossa mai stato sellato e cavalcato.

52
Il cavaliere volante salì in cielo oltre le stesse;
quindi si girò indietro e ritornò a tutta velocità in basso
e colpì Ruggiero, senza che questi facesse in tempo ad accorgersene,
Ruggiero che, distratto, era intento a soccorrere Gradasso.
Ruggiero si contorse per il duro colpo,
ed il suo destriero indietreggiò per più di un passo;
e quando si voltò indietro per colpire il mago,
ormai lontano da sé lo vide salire in cielo.

53
Ora di Gradasso, ora di Ruggiero, il mago percuote
la testa, il petto e la schiena,
lasciando invece andare a vuoto i loro colpi di risposta,
poiché è tanto veloce che a malapena può essere intravisto.
Volteggia in cielo descrivendo ampie curve,
e quando sembra voler attaccare uno, in realtà colpisce l’altro:
gli occhi dell’uno e dell’altro tanto abbaglia
che i due guerrieri non possono vedere da dove verrà l’attacco.

54
Tra i due guerrieri a terra ed i cavaliere in cielo
la battaglia durò sino a quell’ora
che avvolge tutto il mondo in un velo nero,
e tutte le belle cose, così, scolorisce.
Accadde proprio quello che vi sto raccontando, non sto aggiungendo altro:
io lo vidi e lo so: non avrò più il coraggio
di dirlo ad altre persone; poiché tale fatto meraviglioso
sembra più falso che vero.

55
Con un bel drappo di seta aveva ricoperto,
il cavaliere volante, lo scudo che aveva al braccio.
Non so come avesse tanto sopportato
di tenerlo in quel modo nascosto;
non appena lo mostra libero, senza veli,
è inevitabile che chi lo guardi rimanga accecato,
e cada a terra a peso morto,
cadendo prigioniero del negromante.

56
Lo scudo splende come fosse un rubino,
e nessuna altra luce è tanto abbagliante.
Alla vista di quel bagliore non si poté fare altro che cadere a terra,
svenuti e con la vista offuscata.
Anch’io, sebbene mi trovassi lontano, persi i sensi, e dopo
che fu passato parecchio tempo potei finalmente riprendermi;
non vidi più né i due guerrieri né il nano,
ma potei vedere solo il campo di battaglia ed il monte e il piano al buio.

57
Pensai quindi che l’incantatore
avesse ad un certo punto rapito entrambi in un colpo solo,
e sottratto, grazie al bagliore generato dallo scudo,
a loro la libertà ed a me la speranza.
Così a quel castello che rinchiudeva la mia donna amata,
dissi, ripartendo, le parole di estremo saluto.
Sentito il mio racconto, giudicate ora se un’altra pena crudele,
causata dall’amore, possa reggere il confronto con la mia.”

58
Il cavaliere tornò quindi a dolersi come prima,
terminato il racconto della causa di quel dolore.
Costui era il conte Pinabello, figlio
di Anselmo di Altaripa, nipote di Gano di Maganza;
che tra la sua gente malvagia, unica
persona leale e cortese non volle rimanere,
ma anzi nei vizi più brutti ed abominevoli,
non solo eguagliò gli altri ma li superò anche.

59
Bradamante, esprimendo i propri sentimenti con vari espressioni del volto,
ascoltò quieta il discendente di Maganza;
non appena fu pronunciato il nome di Ruggiero,
mostrò attraverso l’espressione del viso di essere molto felice:
ma quando apprese che era stato poi fatto prigioniero,
si turbò di passione amorosa;
non si accontentò che per una o due volte le venisse raccontata la storia,
gliela fece ripetere ancora oltre.

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