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Parafrasi COMPLETA canto 4 (IV) del poema Orlando Furioso

60
Il re, che soffre per la sorte della bella Ginevra
(questo è il nome di sua figlia)
ha reso noto con un bando in tutta la città e nel castello
che se qualcuno è disposto a prendere la sua difesa,
nel caso che riesca a liberarla dalla vile calunnia
(purché sia nato da una nobile famiglia),
l’avrà in moglie, ed avrà in dono un regno, il quale
sarà l’adegata dote per una donna di tale livello.

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Ma se tra un mese non si sarà presentato nessuno in sua difesa,
o qualcuno si presenterà ma perderà la sfida, allora sarà uccisa.
Ti conviene prendere in carico una simile impresa,
piuttosto che andare vagando per i boschi in questo modo:
oltre all’onore ed alla fama che te ne derivano
che seguiranno il tuo nome in eterno, guadagni
anche la più bella tra tutte le belle donne che esistono al mondo
(da Est) tra il fiume Indo e (ad Ovest) le colonne di Ercole:

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ed insieme a lei una grande ricchezza, ed un regno tale
che ti più far vivere per sempre felice;
ed avrai la riconoscenza del re, se resuscitato
sarà da te il suo onore, che è ultimamente quasi spento.
Secondo le regole della cavalleria tu sei quindi obbligato
a vendicare l’alto tradimento di cui è stata vittima
questa donna, che, per opinione comune a tutti,
è in realtà un esempio di pudore.”

63
Rinaldo pensò a lungo alla proposta ed infine rispose:
“Una donzella quindi deve morire
solo perché ha lasciato sfogare tra le sue amorose
braccia la grande passione, il grande desiderio del suo amante?
Sia maledetto chi ha imposto una simile legge,
e sia maledetto anche chi la può tollerare!
Una donna crudele può meritare di morire,
non chi dà la vita per il suo fedele amante!

64
Sia pure vero od anche falso che Ginevra si sia presa
il suo amante, io non mi interesso a questo:
mi complimenterei molto con lei per averlo fatto,
se fosse riuscita a tenerlo nascosto.
Tutta la mia volontà è ora rivolta verso la sua difesa:
datemi soltanto uno che mi possa guidare velocemente,
e che mi conduca là dove si trova l’accusatore della donna;
dal momento che con l’aiuto di Dio spero di toglierla dal dolore.

65
Non voglio già dire che lei non l’abbia fatto,
dal momento che, non sapendolo, rischierei di dire il falso:
dirò chiaramente che per una simile azione non deve
cadere su di lei nessuna punizione;
e dirò anche che fu un uomo ingiusto e che fu anche matto
colui che ha fatto in passato queste leggi crudeli;
si devono revocare in quanto inguste,
e con maggior saggezza si deve fare una nuova legge.

66
Se lo stesso ardore, se un pari desiderio
rende incline e costringe l’uno e l’altro sesso
al dolcissimo compimento dell’atto amoroso, che è visto
dal popolo volgare come un grave eccesso;
perché si deve punire e rimproverare la donna,
che con un compagno o più di uno abbia commesso
ciò che l’uomo fa con tutte quante ne ha desiderio,
e viene per questo addirittura lodato, non solo non viene punito?

67
Con questa legge iniqua, disuguale, vengono fatti
alle donne dei torti veramente evidenti;
e con l’aiuto di Dio spero di dimostrare che è veramente grave
che sia stato per così tanto tempo tollerato.”
Rinaldo ebbe il consenso di tutti i monaci
sul fatto che gli antichi fossero stati ingisti e poco cauti
a consentire, tollerare una legge così iniqua,
e si comporta male anche il re, che potrebbe ma non l’ha corretta.

68
Dopo che la luce candida e rossastra
del nuovo giorno offrì alla vista il mondo,
Rinaldo prende le sue armi ed il suo cavallo Baiardo,
e prende con sé uno scudiero di quella abbazia,
che viaggia con lui per molte leghe e miglia,
sempre all’interno di quel bosco orribilmente spaventoso,
verso quel luogo dove l’insolita disputa
che coinvolge Ginevra deve essere decisa con un duello.

69
Cercando di rendere più breve il cammino, Rinalsco e lo scudiero
avevno lasciato la strada principale per seguire un sentiero
quando sentirono il suono di un gran piangere
che riempiva ogni luogo della foresta, da tutte le parti.
Rinldo spinse il cavallo Baiardo, l’altro il proprio ronzino
verso una valle dalla quale proveniva quel grido:
videro in mezzo a due briganti di strada una donzella,
che da lontano sembrava essere molto bella;

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