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Parafrasi COMPLETA canto 4 (IV) del poema Orlando Furioso

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Qui si trova re Gradasso, qui c’è Sacripante,
qui si trova anche Prasildo, il nobile cavaliere
che era giunto dall’oriente insieme a Ruggiero,
e con lui Iroldo, una coppia di veri amici.
Infine la bella Bradamante ritrovò
qui anche il suo tanto desiderato Ruggiero,
il quale, dopo che fu sicuro di averla riconosciuta,
le fece una buona e festosa accoglienza;

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come era giusto fare alla donna che più dei propri occhi,
più del proprio cuore, più anche della propria vita
Ruggierò amò sin dal giorno il cui lei si tolse l’elmo
per farsi vedere da lui, e poi così ferita (da Martasino).
Sarebbe cosa lunga raccontare come, perché e per
quanto tempo nella foresta selvaggia e solitaria andarono l’uno
in cerca dell’altro per tutta la notte ed il giorno luminoso;
ma non riuscirono mai più ad incontrarsi, se non ora qui.

42
Ora che la vede in quel possto, sapendo bene che lei
sola è stata la persona ad averlo liberato,
ha il cuore pieno di tanta gioia, da dichiararsi
tanto fortunato e felice da non avere in questo eguali al mondo.
Scesero lungo monte e quindi quindi scesero in quella
valle dova la donna era risultata vincitrice sul mago,
e dove trovarono ancora l’Ippogrifo,
che aveva ancora al suo fianco lo scudo coperto dal telo.

43
Bradamante si avvicina all’animale per prederlo per il morso:
ma lui l’aspetta fintanto che lei non gli si accosta;
poi spiega le ali nell’aria serena, prende il volo,
e si posa nuovamente a terra non molto lontano.
Lei lo segue: ma l’Ippogrifo, esattamente come fatto prima,
si leva in aria, senza allontanarsi troppo dalla donna;
come fa la cornacchia sull’arida sabbia,
portandosi dietro il cane ora da una parte ed ora dall’altra.

44
Ruggiero, Gradasso, Sacripante, e tutti
quei cavalieri che erano scesi con loro dalla roccia,
chi più in alto, chi più in basso, si vanno a mettere
dove sperano che l’Ippogrifo torni a posarsi. Ma l’animale,
dopo aver condotto in giro gli altri, che lo seguivano senza
successo, fin sopra le cime più alte
ed anche sul fondo delle umide vallate tra quei monti,
si fermò infine vicino a Ruggiero.

45
Questo avvenimento fu opera del mago Atlante,
che non ha perso la caritatevole voglia
di salvare Ruggiero dal grande pericolo che incombe su di lui:
pensa solo a questo e solo di questo si preoccupa.
Perciò ora gli mette l’Ippogrifo di fronte,
per poterlo allontare in questo modo dall’Europa.
Ruggiero lo prende e pensa anche di poterlo portare con sé;
ma l’animale invece si ferma e non vuole seguirlo.

46
Il coraggioso uomo scende allora da Frontino
(Frontino era il nome del suo destriero),
e sale in groppa al cavallo capace di volare,
e con gli speroni si mette ad aizzare il suo fiero cuore.
L’Ippogrifo corre per un pò, poi punta i piedi sul terreno
e sale infine verso il cielo, volando via più leggiero
del falcone reale, al quale il falconiere ha levato il cappuccio
al momento opportuno, mostrandogli la preda.

47
La bella Bradamante, che vede così in alto nel cielo
e così a rischio il suo amato Ruggiero,
resta tanto sbalordita da non riuscire
per parecchio tempo a ritornare in sé, a ritornare alla realtà.
Ciò che aveva sentito raccontare su Ganimede, che a casua
della sua bellezza fu portato in cielo lasciando Troia,
il regno del padre, crede che stia accadendo anche a Ruggiero,
che non né meno gentile né meno bello di Ganimede.

48
con gli occhi fissi al cielo segue il suo amato fintanto che
glielo consente la vista; ma quado si è oramai allontanato tanto
che la vista non riesce proprio a stargli dietro,
lascia che sia il suo pensiero a seguirlo per sempre.
Nondimeno dai sospiri, dai lamenti e dal pianto
non ha ma non vuole neanche avere pace né tregua.
Dopo che Ruggiero sparì dalla sua vista,
rivolse i propri occhi al buon cavallo di lui, Frontino:

49
e decise fermamente di non abbandonarlo,
di non lasciarlo preda del primo che fosse giunto;
ma decise di portarlo con sé, per ridarlo poi
al suo padrone, che spera di poter rivedere ancora.
L’Ippogrifo si innalza nel cielo e Ruggiero non può fermarlo:
vede rimanere in basso le cime di tutti i monti
e le vede anche appiattirsi tanto, da non riuscire più a
distinguere dove la terra sia piana e dove invece no.

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