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Parafrasi COMPLETA canto 4 (IV) del poema Orlando Furioso

30
In tutto il mondo, tra il nostro polo e quello australe, non
esiste un altro giovane tanto bello e vigoroso:
il suo nome è Ruggiero, e quando era ancora un bambino
fu allevato da me, che mi chiamo Atlante.
Il desidero di conquistare onore ed anche il suo crudele destino
l’hanno convinto a seguire re Agramante sino in Francia;
ed io, che l’ho sempre amato più di un figlio,
faccio di tutto per allontanarlo dal pericolo e dalla Francia.

31
Ho costruito questa bella fortezza
per mettervi al sicuro il cavaliere Ruggiero,
che fu da me fatto prigioniero, allo stesso modo in cui sperai

che tu fossi fatto oggi prigioniero;
sia donne che cavalieri, come potrai vedere,
vi ho rinchiuso, insieme a tanta altra nobile gente,
così che anche se non può uscire quando vuole, avendo
comunque compagnia, la prigionia non gli arrechi troppo dispiacere.

32
Affinché nessuno chieda di poter andarsene da là su,
mi prendo cura di ogni altro loro piacere;
che quanti piaceri si possono trovare in tutti i luoghi
del mondo, in quella fortezza li si possono trovare tutti:
musiche, canzoni, vestiti, giochi, pietanze,
tutto quanto il cuore può pensare o la bocca chiedere.
Avevo preparato tutto per bene, e tutto andava perfettamente;
ma sei giunto infine tu a guastare tutti i miei piani.

33
Dai, se non hai il cuore meno bello di quanto lo è il tuo viso,
non impedire che si compia il mio onesto proposito!
Prendi il mio scudo (perché io te lo regalo) ed anche quel
destriero che è in grado di muoversi così veloce nel cielo;
e non volerti interessare troppo del castello,
libera uno o due dei tuoi amici, e lascia qui tutto il resto;
oppure libera pure anche tutti gli altri, e non ti chiedo nulla
d’altro se non che tu mi lasci il mio Ruggiero.

34
E se invece sei intenzionata a volermelo togliere,
allora, almeno, prima che tu lo riporti in Francia,
ti piaccia uccidermi, ti piaccia anche liberare questa mia anima
triste dal suo involucro, oramai decrepito e rinsecchito!”
Rispose a lui Bradamante: “Voglio rimettere lui
in libertà: tu, se vuoi continua anche a chiaccherare;
e non mi offrire in dono il tuo scudo,
o quel destriero alato, perché sono già miei e non più tuoi:

35
ed anche se dipendesse ancora da te il darli o toglierli,
non mi sembrerebbe comunque convenente lo scambio che proponi.
Tu dici di tenere prigioniero Ruggiero per evitargli
l’influsso maligno dei suoi astri.
O non puoi conoscerlo, questo influsso, o non puoi evitargli,
conoscendolo, ciò che il cielo ha stabilito per lui; ma se
non sei riuscito neanche a prevedere la tua vicina sconfitta,
sicuramente peggio prevedi il male che dovrà ancora accadere ad altri.

36
Non pregarmi di ucciderti, perché le tue preghiere
sarebbero solo inutili; e se comunque vuoi morire,
sebbene tutto il mondo neghi di darla,
sappì che un animo forte può benissimo ottenerla da solo.
Ma prima di avere liberato la tua anima dal corpo,
apri le prote, libera tutti i tuoi prigionieri.”
La donna disse così, e intanto
spingeva il mago verso l’enorme roccia.

37
Legato con la sua stessa catena
procedeva il mago Atlante, e dietro di lui Bradamante,
che anche così non si fidava ancora troppo di lui,
sebbena alla vista sembrava essere tutto arrendevole.
Non se la porta dietro per molti passi
che subito trovano ai piedi del monte la fenditura
e gli scalini per i quali si sale a spirale,
e per questa via salirono fino a raggiungere la porta del castello.

38
Il mago Atlante toglie dalla soglia un sasso,
con scolpite lettere e figure magiche.
Sotto il sasso ci sono dei vasi, chiamati vasi di terracotta, dai quali
esce sempre del fumo, e che hanno al loro interno un fuoco misterioso.
Il mago li rompe; ed improvvisamente il monte
rimane completamente deserto, inospitale e selvaggio;
da nessuna parte è più visibile un muro o una torra,
come se ma ci fosse stato lì un castello.

39
Il mago si liberò a quel punto dalla donna,
così come a volte il tordo si libera dalla rete;
e con il mago scomparve allo stesso tempo anche il castello,
lasciando in libertà tutta la compagnia di prigionieri:
Le dame ed i cavalieri si ritrovarono così fuori
dalle splendide stanze, in aperta campagna:
e per molti di loro non fu una cosa gradita:
perché la liberazione tolse a loro grandi piaceri.

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