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Parafrasi COMPLETA canto 4 (IV) del poema Orlando Furioso

10
Quello che serviva dire, lo disse; e non disse invece
ciò che poteva recarle danno con presente il Saracino.
Loste aveva un cavallo che a lei piacque,
essendo buono sia per la battaglia che per i viaggi:
lo comperò e quindi partì non appena sorse
il mattino del bel giorno seguente.
Prese la via che attraversava una stretta valle,
con Brunello a volte davanti a lei, altre dietro.

11
Passando di monte in monte e da un bosco all’altro
giunsero infine dove i monti Pirenei sono talmente alti da
riuscire a mostrare, se non c’è foschia, sia la Francia
che la Spagna, e le loro spiaggie sul Mediterraneo e l’Atlantico,
allo stesso modo in cui gli Apennini mostrano il mare Adriatico
e Tirreno dallo snodo dai cui si scende all’eremo di Camaldoli.
A quel punto, seguendo un sentiero ripido ed impegnativo,
scesero di quota fino a raggiungere una profonda valle..

12
Sorge nel mezzo di questa valle un grande sasso la cui
cima è tutta circondata da un muro di acciaio;
e la cima si innalza così tanto verso il cielo
che tutto ciò che ha intorno rimane al di sotto.
Non pensi di poter salire sin là chi non è capace di volare;
perché ogni fatica risulterebbe inutile.
Disse Brunello: “Ecco il posto dove come prigionieri
il mago trattiene le donne ed i cavalieri.”

13
Su quattro lati il sasso era tagliato, e tale
da sembrare essere perfettamente perpendicolare al suolo.
Da nessun lato c’era né un sentiero e né una scala,
che offrissero la possibilità di salire verso la sua cima:
e sembra quindi evidente che di una animale dotato di ali
quel luogo sia il nido o la propria tana.
Arrivata in quel luogo, Bradamante sa che è giunto il momento
di prendere l’anello a Brunello e far sì che muoia.

14
Ma reputa sia da codardi il fatto di sporcarsi con il sangue
di un uomo disarmato e di natura tanto vile;
consideranto che può facilmente impossessarsi
di quel ricco anello senza la necessità di ucciderlo.
Brunello non si stava preoccupando della propria sicurezza;
così che lei lo prese e lo legò molto forte
ad una alto abete:
ma prima di far ciò, gli levò l’anello dal dito.

15
Nè in seguito alle lacrime, ai gemiti ed ai lamenti
emessi da Brunello, lei lo volle scogliere.
Scese dalla montagna a passi lenti,
fino a raggiungere il terreno in piano sotto la torre.
Ed affinché il mago si presenti per dare battaglia
Bradamante suona il proprio corno:
E dopo averlo suonato, con grida minacciose
lo chiama a scendere in campo, e lo sfida a combattere.

16
Non aspettò molto prima di uscire dalla porta del castello
il mago, avendo ascoltato sia il suono del corno che le grida.
Il destriero alato lo porta per aria a combattere
contro di lei, che sembra ai suoi occhi un fiero cavaliere.
La donna da subito si dà coraggio,
vedendo che il suo avversario non può farle molto male:
da momento che non ha né la spada né un bastone ferrato,
che le possa forare o rompere la corazza.

17
Alla sua sinistra aveva con sé solo lo scudo,
completamente coperto da un telo di rossa seta;
ne la mano destra teneva quindi un libro, dal quale faceva
scaturire, leggendo, i suoi prodigiosi incantesimi:
così che a volte sembrava combattere con la lancia,
e a più di una cavaliere aveva fatto temere di essere colpito;
a volte sembrava ferire con la mazza o con una arma corta,
ma era in realtà lontano e non aveva colpito nessuno.

18
Non è invece un incantesimo il cavallo, ma è vero, è opera
della Natura, perché nacque da una cavalla e da un grifone:
aveva le piume e le ali simili a quelle del padre,
e anche le zampe davanti, la testa ed il muso;
in tutte le altre parti del corpo era invece tale e quale
alla madre, ed il suo nome era Ippogrifo;
come ne nascono sui monti Urali, anche che sono rari,
molto al di là dei mari ghiacciati.

19
Il mago lo portò al suo castello grazie ad un incantesimo;
e dopo che l’ebbe avuto, non si dedicò a nulla d’altro,
ma si impegnò con così grande cura e fatica, che nel giro
di un mese riuscì a cavalcarlo con tanto di sella e briglia:
così che adesso in terra, in aria, in ogni luogo,
lo faceva volteggiare a proprio piacere.
Non quindi come la finzione frutto di un incantesimo, come ogni
altra cosa, ma vero ed al naturale era visto dalla donna.

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