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Parafrasi COMPLETA canto 4 (IV) del poema Orlando Furioso

Parafrasi COMPLETA del Canto 4 (IV) del poema Orlando Furioso (il castello d’acciaio di Atlante) – Con l’anello rubato a Brunello, seguendo le indicazioni di Marfisa, Bradamante riesce a sconfiggere il mago Atlante e ad annullare il suo incantesimo, facendo scomparire il castello d’acciaio creato come prigione per il saraceno. Ruggiero viene però nuovamente rapito dall’Ippogrifo.
Rinaldo giunge intanto in Scozia e prende in carico la dfesa di Ginevra.

Leggi il testo del canto 4 (IV) del poema Orlando Furioso

1
Sebbene il fingere la maggior parte delle volte venga
rimproverato, e fornisca anche indizio di mente malvagia,
si può comunque vedere come in molte situazioni
abbia anche portato evidenti benefici,
evitando danni, critiche ed anche morti;
perché non abbiamo a che fare sempre con amici
in questa, molto più scura che serena,
nostra vita mortale, sempre piena di invidia.

2
Se, dopo lunghi tentativi, molta fatica,
si riesce a trovare una persona che possa essere un vero amico,
alla quale, senza avere sospetti, si possa dire
e rendere quindi chiaro il nostro pensiero;
che deve fare allora Bradamante, la bella amante di Ruggiero,
con quel Bunello che non è né puro né sincero,
ma è invece maestro di simulazione e di finzione,
così come la maga glielo aveva descritto?

3
Anche lei finge; e conviene fare così
trattando con lui, che è il padre della menzogna;
e, come vi ho già raccontato, spesso lei getta
lo sguardo sulle mani di lui, che erano avide e da ladro.
All’improvviso giunge al loro orecchio un forte rumore.
Chiese allora la donna: “Oh Madre gloriosa,
oh Re del cielo, che cosa è questa cosa?”
E rapidamente raggiunse il punto da cui proveniva il rumore.

4
E vdeo così l’oste e tutta la servitù,
chi dalle finestre e chi all’aperto, lungo la strada,
tenere fissi gli occhi verso il cielo
come se ci fosse l’eclisse o il passaggio di una cometa.
Bradamante vede una cosa incredibile,
che non sarebbe stato possibile credere facilmente:
vede passare un grande cavallo alato,
che porta in giro per il cielo un cavaliere armato.

5
Le sue ali erano grandi e multicolore,
e si poteva vedere in mezzo a loro un cavaliere,
con indosso una armatura luminosa e limpida;
ed si dirigeva verso ovest.
Scese di quota e sparì quindi tra le montagne:
e, come diceva l’oste (e diceva una cosa vera),
quel cavaliere era un mago, e passava spesso
da là, a volte da più lontano antre da più vicino.

6
In volo, a volte andava tanto in alto sino alle stelle,
e poiscendeva quasi fino a toccare terra;
e porta sempre con sé tutte le belle
donne che riesce a trovare in quei paesini:
a tal punto che le povere ragazze
che sono o si credono belle
(come se il mago le rapisse proprio tutte)
non escono mai di casa, non escono alla luce del sole.

7
“Il mago possiede un castello sui Pirenei
(raccontava l’oste) costruito con un incantesimo,
tutto in acciaio, ed è così bello e lucente,
che non ne esiste al mondo uno tanto meraviglioso.
Molti cavalieri sono già andati fino a questo castello,
ma nessuno di loro può vantarsi di essere anche poi tornato:
tanto che io credo, signore, e temo anche molto,
o che siano stati fatti prigionieri, o che siano stati uccisi.”

8
La donna ascolta tutto il racconto, e se ne compiace,
pensando già di affrontare, come è sicuro che farà,
tale impresa con l’aiuto dell’anello magico,
sino a sconfiggere il mago e distruggere il castello;
e dice quindi all’oste: “Trovami ora uno dei tuoi servitori,
che conosca quale strada occorre seguire;
perché non poso rimanere più a lungo, essendo il mio cuore tanto
desideroso di scontrarsi contro questo mago.”

9
“Non rimarrai la guida (le rispose
allora Brunello), verrò io insieme a te:
ho con me il percorso da seguire tracciato su una carta, ed anche
altre cose che ti renderanno gradita la mia presenza.”
Si riferiva al suo anello magico; ma non lo fece vedere
né chiarì meglio le sue parole, per non pagarne le conseguenze.
Disse lei: “Mi sarà gradita la tua compagnia”
Volendo dire che l’anello sarebbe diventato poi suo.

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