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Parafrasi COMPLETA canto 6 (VI) del poema Orlando Furioso

Parafrasi COMPLETA del Canto 6 (VI) del poema Orlando Furioso (Ruggiero sull’isola di Alcina e l’incontro con Astolfo) – Terminata l’avventura di Ariodante e Ginevra, Ariosto torna a raccontare nel canto 6 le vicende di Ruggiero ed in particolare il suo arrivo sull’isola della maga Alcina. Il cavaliere incontra Astolfo, trasformato in mirto dalla maga, e viene così a sapere gli inganni a cui potrebbe andare incontro. Nonostante gli avvertimenti, Ruggiero si lascia però comunque affascinare da due donne e fa il suo ingresso nel regno fatato.

Leggi il testo del canto 6 (VI) del poema Orlando Furioso

1
Povero colui che facendo del male si illude
che il suo misfatto possa rimanere sempre segreto;
perché quand’anche ogni altra persona lo taccia, intorno a lui
grida l’aria e la stessa terra in cui il misfatto è stato nascosto:
e Dio fa spesso in modo che il peccato porti
lo stesso peccatore, dopo avergli concesso del tempo per pentirsi,
a rivelarsi, senza essere sollecitato da altri,
involontariamente.

2
Il povero Polinesso aveva creduto
di poter completamente tenere segreto il suo delitto,
essendosi levato di torno, avendo ucciso, Dalinda,
l’unica persona che avrebbe potuto raccontarlo ad altri:
ma avendo così aggiunto al primo un secondo peccato,
affrettò quel male che avrebbe potuto invece rimandare,
che poteva rimandare ed anche forse evitare; ma invece,
precipitandosi da solo verso la propria rovina, affrettò la morte:

3
e perse così allo stesso tempo gli amici, la vita e la posizione
sociale, ed anche l’onore, che è il danno più grave tra tutti.
Dissi prima che il cavaliere fu pregato vivamente di mostrare
il suo volto, e che nessuno sa ancora chi lui sia.
Infine si tolse l’elmo, ed il suo viso amato da Ginevrà
scoprì, un viso che più volte tutti avevano visto:
e mostrò quindi di essere Ariodante,
fino ad allora pianto per morto in tutta la Scozia;

4
Ariodante, che Ginevra aveva pianto
per morto, ed anche il fratello aveva pianto per lui,
ed il re, la corte e tutto quanto il popolo:
risplendeva di una grande bontà, di una grande valore.
Dunque il pellegrino aveva mentitò a proposito
di quanto aveva raccontato di lui, almeno così sembrava;
eppure era vero che dalla scogliera
lo vide gettarsi di testa in mare.

5
Ma (come spesso capita ad una persona disperata,
che prima di essere sul punto di morire vuole e desidera la morte,
per poi odiarla quando la vede arrivare,
tanto gli sembra quel passo difficile da affrontare)
Ariodante, dopo essersi gettato in mare
si pentì di essersi voluto uccidere; ed essendo forte,
essendo abile e coraggioso più di ogni altra persona,
si mise a nuotare e ritornò sulla terra ferma;

6
e disprezzando e definendo folle
il desiderio che aveva avuto di morire,
si mise a camminare tutto bagnato fradicio,
fino ad arrivare al rifugio di un eremita.
In quel posto volle stare nascosto
fintanto che non fosse venuto a sapere
se Ginevra si rallegrasse alla notizia della sua morte,
o se invece fosse triste e commossa.

7
Venne a sapere inizialmente, che per il grande dolore
Ginevra era stata anche sul punto di morire
(la notizia di questa sua condizione si sparse in modo tale,
che se ne parlò in tutta l’isola):
risultato completamente opposto a quello che aveva erroneamente
pensato di ottenere con il suo suicidio.
Venne poi a sapere come Lurcanio aveva
accusato Ginevra di fronte al padre.

8
Non arse d’ira verso il fratello Lurcanio meno
di quanto già ardesse d’amore per la bella Ginevra;
perché gli sembrò una azione troppa ingiusta e crudele,
sebbene l’avesse fatta per lui stesso.
Avendo sentito infine che per Ginevra non si era presentato
nessun cavaliere intenzionato a difenderla
(poiché Lurcanio era tanto forte e valoroso,
che chiunque si guardava bene dallo sfidarlo;

9
e chi lo conosceva, lo giudicava,
tanto assennato, e tanto saggio e cauto,
che se non fosse stato vero ciò che aveva raccontato,
non avrebbe di sicuro rischiato di essere ucciso;
per questo motivo la maggior parte della gente temeva
di assumere la difesa di Ginevra contro la ragione);
Ariodante, dopo averci ragionato a lungo,
decise di opporsi personalmente all’accusa mossa dal fratello.

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