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Parafrasi COMPLETA canto 12 (XII) del poema Orlando Furioso

10
Vede letti ornati di oro e seta.
Non è possibile vedere né i muri esterni né le pareti interne
perché, come il suolo dove mette piede,
sono completamente nascoste da tende e tappeti.
Al primo ed al secondo piano il conte Orlando torna e ritorna
senza riuscire ad allietare gli occhi
con la vista di Angelica, od al limite del ladro
che ne aveva rapito il bel viso.

11
E mentre di qua e di là invano si muoveva,
pieno di affanno e di pensieri,
Ferraù, Bradimarte ed il re Gradasso,
re Sacripante ed altri cavalieri
incontrò, che vagavano al primo e secondo piano
e non meno di lui si muovevano a vuoto;
e si lamentavano del malvagio
invisibile signore di quel palazzo.

12
Tutti girano per il palazzo alla sua ricerca, tutti lo
accusano di aver rubato loro qualcosa:
uno è all’affannata ricerca del destriero che il signore gli ha sottratto;
un’altro si arrabbia  per aver perduto la propria donna;
altri lo accusa per altri misfatti: e stanno così
senza sapere come poter abbandonare quella gabbia;
e ci sono molti, catturati con l’inganno,
in trappola da intere settimane e mesi.

13
Orlando, dopo che più volte
ebbe esplorato per intero lo strano castello,
disse fra sé: “Qui potrei trovare dimora,
buttare tempo e fatica senza alcun risultato;
il ladro potrebbe aver portato via la donna
attraverso un’altra uscita, ed essere ora molto lontano.”
Con questo pensiero uscì nel verde prato
che circondava tutto il palazzo.

14
Mentre gira intorno alla casa situata all’interno del bosco,
tenendo sempre rivolto a terra lo sguardo
per vedere se compare una traccia, ora a destra
ora a sinistra, di un passaggio recente (del destriero del cavaliere),
si sente chiamare da una finestra.
Alza gli occhi e la voce divina di Angelica
gli sembra di udire, e sembra anche vedere il viso
che l’aveva così tanto allontanato dalla persona che era stato.

15
Gli sembra di udire Angelica che supplicando
e piangendo gli dice: “Aiuto, aiuto!
Ti chiedo di risparmiare la mia verginità
più che la mia anima e la mia vita.
Alla fine, in presenza del mio amato Orlando,
mi sarà sottratta (la verginità) da questo ladro?
Dammi la morte con la tua mano piuttosto
che essere abbandonata ad un così infelice destino.”

16
Queste parole fanno ancora un’altra volta
tornare Orlando a girare in ogni stanza,
con angoscia e con molta fatica,
ma con altrettanta grande speranza.
A volte si ferma e sta ad ascoltare una voce,
che sembra essere quella di Angelica
(se lui è da una parte del castello, la voce suona in tutt’altro luogo)
che chiede aiuto, ma non sa capire e trovare da dove provenga.

17
Ma tornando a raccontare di Ruggiero, che ho abbandonato quando
dissi che, attraverso un sentiero ombroso e buio,
seguendo il gigante e la donna,
era finalmente giunto, uscito dal bosco, in un grande prato;
potrei dire che arrivò nel luogo dove Orlando
era arrivato poco prima, se ho riconosciuto il luogo.
Il gigante passa attraverso la grande porta;
Ruggiero gli è subito dietro e non smette di seguirlo (entra anche lui).

18
Appena mette il piede dentro alla porta,
dà un’occhiata alla grande corte ed alle stanze
ma non vede più né il gigante né la donna.
Invano gira gli occhi tutt’intorno.
Più volte va su e giù e ci ritorna
ma mai trova quel che va cercando (mai gli accade quel che desidera)
e non riesce ad immaginare dove, così velocemente,
il fellone si sia nascosto con al donna.

19
Dopo che ha controllato più e più volte
le camere, le logge e le sale del primo e del secondo piano,
torna comunque di nuovo a controllare, e non rinuncia
a cercare fin sotto le scale.
Infine, con la speranza che siano tornati nel vicino
bosco, esce dal castello. Ma una voce, simile
a quella che richiamò Orlando, richiamò anche lui non di meno
e lo fece tornare nel palazzo.

2 Responses to Parafrasi COMPLETA canto 12 (XII) del poema Orlando Furioso

  1. Carlo novembre 18, 2014 at 4:47 pm #

    Incomprensibili alcune parti,

    • OrlandoFurioso novembre 24, 2014 at 4:59 pm #

      Rivisto tutto il canto! 😉

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