Footer menù

Parafrasi canto 19 (XIX) del poema Orlando Furioso

30
Se non vuole morire di desiderio, è necessario
che, senza esitare oltre, inizi ad aiutare sé stessa:
e crede quindi bene che quello che essa desidera ardentemente,
non si debba aspettare che altri al invitino ad ottenere.
Pertanto, rotto ogni freno della propria vergogna,
mostrò una lingua non meno audace, coraggiosa, dei propri occhi:
e chiese quindi misericordia per quel colpo ricevuto in cuore,
che, forse non rendendosene conto, lui le aveva inflitto.

31
Oh conte Orlando, oh Sacripante,
il vostro illustre valore, ditemi, a cosa può giovare?
Ditemi in che misura sia apprezzato il vostro sublime onore,
o che riconoscenza ottenga la vostra servitù d’amore.
Fatemi l’esempio anche di un solo gesto di cortesia
che mai Angelica vi abbia fatto dono, o del passato o recente,
come ricompensa, premio o per acquisizione di merito
per tutto quello che per amore di lei avete sofferto.

32
Oh, se potessi ritornare invita oh re Agricane, morto per l’amore di lei,
quanto ti sembrerebbe duro il destino!
che già ti manifestò tanto disprezzo nei tuoi confronti
con crudeli ed inumani gesti di avversione.
Oppure Ferraù, o mille alri dei quali non scrivo,
che avete dato mille dimostrazioni del vostro valore
per questa donna ingrata, quanto duro vi sarebbe
se la vedeste ora tra le braccia di costui!

33
Angelica la propria verginità da Medoro
lasciò che venisse colta, mai prima di allora toccata:
nessuna persona fu infatti mai tanto fortunata,
da poter mettere piede in quel giardino.
Per coprire, per rendere legittima la cosa,
venne celebrato con santo cerimoniale
il loro matrimonio, che ebbe il Dio Amore come testimone dello sposo,
e la moglie del pastore a testimone della sposa.

34
Le nozze fuorono celebrato sotte l’umile tetto della dimora del pastore,
furono le più fastose che si sarebbero potutote svolgere;
e per più di un mese stettero piacevolemente
i due tranquilli amanti a svagarsi.
Non riusciva a vedere null’altro che il giovanotto
la donna, e non poteva mai sentirsi sazia di lui;
né, per quanto pendesse sempre dal suo collo,
sentiva sazio il desiderio che provava nei suoi confronti.

35
Se stava al coperto o se usciva fuori casa,
aveva sempre, giorno e notte, il bel giovane accanto a sé:
dal mattino alla sera, ora questa ed ora quella riva del fiume
andava percorrendo a passeggio, o altrimenti qualche prato verde:
a mezzogiorno trovavano riparo in una grotta,
forse non meno comoda e gradita di quella
che ebbero, per evitare un temporale, Enea e Didone
a fedele testimone dei loro segreti.

36
Tra tanti piaceri, ovunque un dritto arbusto
vedesse fare ombra ad una fonte od a un limpido ruscello,
vi conficcava subito uno spillone od un coltello;
allo stesso modo agiva se trovava qualche roccia poco dura:
e vi erano scritti all’aperto in mille diversi luoghi,
ed anche sul muro di casa in altrettanti luoghi ,
i nomi di Angelica e Medoro, in diversi modi
intrecciati tra di loro.

37
Dopo che le sembrò di avere soggiornato
in quel luogo a sufficienza, decise
di fare ritorno in India nella regione del Catai,
e di incoronare quindi Medoro re del suo bel regno.
Portava al braccio un cerchio d’oro, adornato
da gemme preziose, a testimonianza e simbolo
del bene che il conte Orlando provava nei suoi confronti;
e l’aveva al braccio da molto tempo.

38
Quel cerchio d’oro fu donato da Morgana, innamorata, a Ziliante,
quando lo tenne nascosto sul fondo del lago;
e Ziliante, dopo che dal padre Monodante
poté tornare grazie all’opera ed al grande valore di Orlando,
lo diede poi ad Orlando stesso: il paladino innamorato,
tollerò di portare al braccio il cerchio, così poco virile,
avendo deciso di portarlo in dono
alla sua regina, Angelica, della quale vi sto ora raccontando.

39
Non per amore nei confronti del paladino, piuttosto
perché era un ornamento prezioso e di ottima fattura,
la donna l’aveva tanto caro,
che di più non si potrebbe avere caro un oggetto di valore.
Lo conservò con sé quando era sull’isola di Ebuba,
non so come riuscì ad ottennere un tale privilegio,
là dove venne esposta, completamente nuda, al mostro marino
da parte della gente crudele e inospitale che abita l’isola.

No comments yet.

Lascia un commento

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web