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COSTRETTA AL SILENZIO di Linda Castillo

Titolo: Costretta al silenzio
Autore: Linda Castillo
Genere: Thriller
Pagine: 266
Editore: Fanucci
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In breve:
Amanda Horner aveva smesso di credere ai mostri all’età di sei anni, quando ancora sua madre controllava nell’armadio e guardava sotto al letto ogni notte. Ma a ventun anni, legata e martoriata, stesa nuda su un pavimento di cemento freddo come il ghiaccio, riprese a crederci.
Avvolta dall’oscurità, ascoltò il suo cuore martellare pesantemente. Non riusciva a smettere di tremare. Non poteva impedire ai suoi denti di battere. Ogni piccolo suono la faceva irrigidire nel timore che il mostro ritornasse.
All’inizio aveva sognato di poter fuggire o di riuscire a convincere il suo rapitore a lasciarla andare, ma Amanda sapeva essere realista, sapeva che non sarebbe finita bene. Non ci sarebbero state trattative, nessun salvataggio della polizia, nessuna sospensione dell’ultimo momento. Il mostro l’avrebbe uccisa. Non era più una questione di se, ma di quando. L’attesa era quasi terribile quanto la morte stessa.
Non sapeva dove si trovava, né da quanto tempo era lì. Aveva perso ogni cognizione del tempo e dello spazio. Tutto ciò che poteva dire era che il luogo in cui si trovava puzzava di carne in decomposizione, e che ogni piccolo rumore rimbombava come in una caverna. Gridare l’aveva fatta diventare rauca, cercare di liberarsi l’aveva resa esausta. Era avvilita dalle atrocità che lui le aveva inflitto. Una piccola parte di lei desiderava che questa terribile lotta per sopravvivere semplicemente finisse. Ma mio dio, quanto voleva vivere…
«Mamma…» sussurrò.
Amanda non aveva mai pensato alla morte. Aveva troppi sogni, troppe speranze per il futuro, ed era fermamente convinta che il domani sarebbe stato migliore.
Nuda e riversa in una pozza della sua stessa urina, capì che non ci sarebbe stato alcun domani. Nessuna speranza. Nessun futuro. Solo il nero terrore della sua morte imminente, e l’agonia della consapevolezza…

Il libro:
Painter’s Creek, nell’Ohio, è una cittadina rurale silenziosa in cui coabitano una comunità religiosa amish e una inglese.
Una cittadina tranquilla, dove le fughe in strada di bestiame sono all’ordine del giorno, ma sono invece decisamente rari i crimini violenti. Ma Painter’s Creek la ferocia l’ha comunque conosciuta molto bene: sedici anni prima, tra le sue fattorie ed i suoi boschi, si è consumata una serie di brutali omicidi che hanno avuto come vittima giovani donne, torturate e poi sgozzate come fossero animali al macello.

Il sadico serial killer, soprannominato appunto il Macellaio, non è stato mai identificato, i macabri ritrovamenti si sono improvvisamente interrotti e tutta la cittadina ha cercato con il passare del tempo di dimenticare gli avvenimenti.
Anche Kate Burkholder ha fatto di tutto per cancellare dalla memoria quegli anni, purtroppo senza riuscirci: allora era solo una ragazzina ed è stata lei stessa oggetto di violenza, riuscendo a scampare in extremis dall’essere uccisa. Quell’esperienza ha segnato profondamente la sua esistenza, lasciandole un senso di terribile fragilità, di perdita di innocenza, e la sensazione di non appartenere più alla comunità in cui viveva.
Quello stesso giorno ha segnato anche il caso del Macellaio: il killer si è misteriosamente fermato, nessuna violenza è stata più commessa…

Sono passati molti anni, e a Kate, che ormai è una donna, viene chiesto di tornare proprio a Painter’s Creek come capo della polizia: è la persona più adatta grazie alle sue origini amish e alla conoscenza della zona.
La protagonista è sicura di poter affrontare l’incarico… ma quando in un campo innevato viene trovato il corpo di una ragazza sgozzata, di colpo il passato torna con prepotenza ad investire la sua vita. Troppe le similitudini con gli omicidi avvenuti sedici anni prima. Il modus operandi è esattamente lo stesso, nei minimi particolare, anche quelli mai resi noti alla stampa. Il Macellaio è tornato? Per Kate non è una delle possibilità da prendere in considerazione, perché non può essere lui… impossibile che sia lui…

Kate è decisa a fermare il killer prima che possa colpire ancora; ma per dargli un nome e un volto, dovrà tradire il suo legame con gli amish e con la sua stessa famiglia…

Linda Castillo propone un thriller diretto, che lascia davvero poco all’immaginazione e risulta essere per questo molto efficace. La scrittrice riesce a coinvolgere davvero il lettore nel caso anche grazie alla scelta di lasciare alla protagonista Kate Burkholder la narrazione in prima persona dei macabri ritrovamenti, degli sviluppi delle indagini e soprattutto degli sconvolgimenti interiori che le sono provocati dal caso stesso.

Una storia complessa, intricata e profonda a livello interiore. A tratti si fa fatica a capire quale sia il reale trascorrere del tempo narrato (sarà che la protagonista non dorme mai… ma il passare dei giorni è confuso). È condito da una storia d’amore un poco forzata ed anche per questo a mio parere fuori luogo. Ma è comunque un ottimo thriller.
Assolutamente consigliato!

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